Decisione UE In vigore

Decisione UE 2721/2023

Decisione (PESC) 2023/2721 del Consiglio, del 4 dicembre 2023, che modifica la decisione (PESC) 2020/1999, relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani

Pubblicato: 04/12/2023 In vigore dal: 04/12/2023 Documento ufficiale

Riferimento normativo

Decisione (PESC) 2023/2721 del Consiglio, del 4 dicembre 2023, che modifica la decisione (PESC) 2020/1999, relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani EN: Council Decision (CFSP) 2023/2721 of 4 December 2023 amending Decision (CFSP) 2020/1999 concerning restrictive measures against serious human rights violations and abuses

Testo normativo

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea IT Serie L 2023/2721 5.12.2023 DECISIONE (PESC) 2023/2721 DEL CONSIGLIO del 4 dicembre 2023 che modifica la decisione (PESC) 2020/1999, relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA, visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 29, vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, considerando quanto segue: (1) Il 7 dicembre 2020 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2020/1999 ( 1 ) . (2) In esito a un riesame della decisione (PESC) 2020/1999, il Consiglio ritiene che sia opportuno prorogarne l’applicazione fino all’8 dicembre 2026. Il Consiglio ritiene inoltre opportuno introdurre una clausola di riesame in relazione al meccanismo di deroga esistente. (3) Sulla base del riesame dell’allegato della decisione (PESC) 2020/1999 risulta opportuno prorogare fino all’8 dicembre 2024 l’applicazione delle misure di cui agli articoli 2 e 3 di tale decisione in relazione alle persone fisiche e giuridiche, alle entità e agli organismi elencati in tale allegato. È opportuno, inoltre, aggiornare le voci relative a nove persone fisiche e tre entità inserite in detto allegato. (4) È opportuno, pertanto, modificare di conseguenza la decisione (PESC) 2020/1999, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 La decisione (PESC) 2020/1999 è così modificata: 1) l’articolo 10 è sostituito dal seguente: «Articolo 10 1.   La presente decisione si applica fino all’8 dicembre 2026 ed è costantemente riesaminata. Le misure di cui agli articoli 2 e 3 si applicano in relazione alle persone fisiche e giuridiche, alle entità e agli organismi elencati nell’allegato fino all’8 dicembre 2024. 2.   La deroga di cui all’articolo 4, paragrafo 1, è riesaminata a intervalli periodici e almeno ogni 12 mesi o su richiesta urgente di uno Stato membro, dell’alto rappresentante o della Commissione a seguito di un cambiamento sostanziale della situazione.» ; 2) l’allegato è modificato conformemente all’allegato della presente decisione. Articolo 2 La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea . Fatto a Bruxelles, il 4 dicembre 2023 Per il Consiglio Il presidente O. PUENTE SANTIAGO ( 1 ) Decisione (PESC) 2020/1999 del Consiglio, del 7 dicembre 2020, relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani ( GU L 410 I del 7.12.2020, pag. 13 ). ALLEGATO L’allegato della decisione (PESC) 2020/1999 è così modificato: 1) nella sezione A («Persone fisiche»), le voci relative alle nove persone fisiche di seguito sono sostituite dalle seguenti: Nomi (traslitterazione in caratteri latini) Nomi Informazioni identificative Motivi dell’inserimento nell’elenco Data di inserimento nell’elenco «2. Alexander (Alexandr) Ivanovich BASTRYKIN Алексaндр Ивaнович БАСТРЫКИН Carica: presidente del comitato investigativo della Federazione russa Data di nascita: 27.8.1953 Luogo di nascita: Pskov, RSFS russa (ora Federazione russa) Cittadinanza: russa Sesso: maschile Alexander Bastrykin ricopre la carica di presidente del comitato investigativo della Federazione russa (“comitato”) da gennaio 2011 (e di presidente facente funzione da ottobre a dicembre 2010). In tale carica sovrintende a tutte le attività del comitato. Ufficialmente il comitato è presieduto dal presidente russo. Alexander Bastrykin, nella veste di presidente del comitato, è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, compresi arresti e detenzioni arbitrari. Alexander Bastrykin è responsabile delle campagne repressive diffuse e sistematiche del comitato che hanno preso di mira membri dell’opposizione russa e condotto indagini sugli stessi. Il 29 dicembre 2020 il comitato ha avviato un’indagine sul leader dell’opposizione Alexei Navalny, accusandolo di frode su vasta scala. Alexei Navalny e altre persone hanno pubblicato articoli sulla proprietà dell’impresa immobiliare ceca LAW Bohemia da parte di Alexander Bastrykin negli anni 2000. Nel 2022 il comitato investigativo — che Alexander Bastrykin tuttora presiede — ha accusato 92 soldati ucraini di crimini contro l’umanità durante la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. 2.3.2021 6. WANG Junzheng 王君正 (grafia cinese) Cariche: membro del 20° comitato centrale del Partito comunista cinese (PCC) (dicembre 2022 - dicembre 2026); membro della 14 a Assemblea nazionale del popolo (febbraio 2023 - febbraio 2027); segretario di partito del Partito comunista cinese (PCC) nella regione autonoma del Tibet; ex segretario del partito dello Xinjiang Production and Construction Corps (XPCC) e vicesegretario del comitato del partito della regione autonoma uigura cinese dello Xinjiang; commissario politico dell’XPCC e amministratore delegato del China Xinjiang Group Data di nascita: maggio 1963 Luogo di nascita: Linyi, Shandong (Cina) Cittadinanza: cinese Sesso: maschile Segretario di partito del Partito comunista cinese (PCC) nella regione autonoma del Tibet dall’ottobre 2021. Membro del 20° comitato centrale del Partito comunista cinese (PCC) (dicembre 2022 - dicembre 2026). Membro della 14 a Assemblea nazionale del popolo (febbraio 2023 - febbraio 2027). Ex segretario del partito dello Xinjiang Production and Construction Corps (XPCC) e vicesegretario del comitato del partito della regione autonoma uigura cinese dello Xinjiang (XUAR) dall’aprile 2020 all’ottobre 2021 nonché commissario politico dell’XPCC dal maggio 2020 all’ottobre 2021. Ex segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR, dal febbraio 2019 al settembre 2020. Wang Junzheng ha occupato anche altre alte cariche nell’XPCC. L’XPCC è un’organizzazione economica e paramilitare statale presente nella XUAR, che esercita l’autorità amministrativa e controlla le attività economiche nello Xinjiang. In qualità di segretario del partito e di commissario politico dell’XPCC, Wang Junzheng è stato coinvolto nella supervisione di tutte le politiche attuate dall’XPCC. In tale carica, si è reso responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala e trattamenti degradanti inflitti agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonché violazioni sistematiche della loro libertà di religione o di credo, connesse, tra l’altro, all’attuazione da parte dell’XPCC di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane. È stato altresì responsabile del ricorso sistematico, da parte dell’XPCC, a uiguri e persone di altre minoranze etniche musulmane come manodopera forzata, in particolare nei campi di cotone. In qualità di vicesegretario del comitato del partito della XUAR, Wang Junzheng è stato coinvolto nella supervisione di tutte le politiche di sicurezza attuate nello Xinjiang, compreso il summenzionato programma rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane. In qualità di segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR dal febbraio 2019 al settembre 2020, Wang Junzheng è stato responsabile del mantenimento della sicurezza interna e dell’applicazione della legge nella XUAR. In quanto tale, rivestiva una carica politica chiave nella supervisione e nell’attuazione del summenzionato programma. 22.3.2021 7. WANG Mingshan 王明山 (grafia cinese) Cariche: membro della 14 a Assemblea nazionale del popolo (febbraio 2023 - febbraio 2027); membro della commissione permanente del comitato del partito della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR); segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR Data di nascita: gennaio 1964 Luogo di nascita: Wuwei, Gansu (Cina) Cittadinanza: cinese Sesso: maschile Membro della commissione permanente del comitato del partito della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR) e segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR dal settembre 2020. Membro della 14 a Assemblea nazionale del popolo (febbraio 2023 - febbraio 2027). Precedentemente direttore e vicesegretario del partito dell’ufficio per la pubblica sicurezza dello Xinjiang (XPSB) fra il 2017 e il gennaio 2021. In qualità di segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR dal settembre 2020, Wang Mingshan è responsabile del mantenimento della sicurezza interna e dell’applicazione della legge nella XUAR. In quanto tale, riveste una carica politica chiave nella supervisione di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane. In qualità di ex direttore e vicesegretario del partito dell’XPSB (dal 2017 al gennaio 2021), ha occupato una posizione chiave nell’apparato di sicurezza dello Xinjiang ed era direttamente responsabile dell’attuazione del programma citato. In particolare, l’XPSB ha implementato la “piattaforma operativa comune integrata” (IJOP), un programma di big data utilizzato per tracciare milioni di uiguri nella regione dello Xinjiang e segnalare quelli considerati “potenzialmente pericolosi” da inviare nei campi di detenzione. Nella sua carica attuale e in considerazione delle sue funzioni precedenti, Wang Mingshan è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala e trattamenti degradanti inflitti agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonché violazioni sistematiche della loro libertà di religione o di credo. 22.3.2021 10. RI Yong Gil alias RI Yong Gi, RI Yo’ng-kil, YI Yo’ng-kil 리영길 (grafia coreana) Carica: capo di Stato maggiore dell’esercito popolare coreano Grado: vice maresciallo Data di nascita: 1955 Cittadinanza: Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) Sesso: maschile Ri Yong Gil è il capo di Stato maggiore dell’esercito popolare coreano. È stato ministro della Difesa nazionale della Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) dal giugno o luglio 2021 al dicembre 2022. È stato ministro della Sicurezza sociale dal gennaio 2021 fino al giugno o luglio 2021. È stato inoltre capo di Stato maggiore dell’esercito popolare coreano fra il 2018 e il gennaio 2021. È stato promosso al grado di vice maresciallo dell’esercito popolare coreano il 14 aprile 2022. In qualità di capo di Stato maggiore dell’esercito popolare coreano e di ex ministro della Difesa nazionale, Ri Yong Gil è responsabile delle diffuse gravi violazioni dei diritti umani commesse dall’esercito popolare coreano, anche ad opera di membri del comando di sicurezza militare e di altre unità di tale esercito. Il ministero della Sicurezza sociale della RPDC (noto precedentemente come ministero della Sicurezza popolare o ministero della Sicurezza pubblica) e il comando di sicurezza militare sono le istituzioni di punta incaricate dell’attuazione delle politiche di sicurezza repressive della RPDC, fra cui interrogatori e punizione delle persone che fuggono “illegalmente” dalla RPDC. In particolare, il ministero della Sicurezza sociale è incaricato di gestire, tramite il suo ufficio correzionale, campi di prigionia e centri di lavoro forzato per detenzioni di breve durata in cui i prigionieri/detenuti sono deliberatamente lasciati morire di fame e sono sottoposti ad altri trattamenti inumani e degradanti. In qualità di ex capo del ministero della Sicurezza sociale, Ri Yong Gil è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nella RPDC, in particolare tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, sparizione forzata di persone e arresti o detenzioni arbitrari, nonché diffuso ricorso a lavoro forzato e violenza sessuale contro le donne. 22.3.2021 18. Valery (Valeriy) Nikolaevich ZAKHAROV Валерий Николаевич Захаров (grafia russa) Carica: consigliere per la sicurezza del presidente della Repubblica centrafricana (RCA) Numero di identificazione Wagner Group: M-5658 Data di nascita: 12.1.1970 Luogo di nascita: Leningrado, RSFS russa (ora Federazione russa) Cittadinanza: russa Sesso: maschile Valery Zakharov, ex membro del servizio federale di sicurezza della Federazione russa (FSB), è l’ex consigliere per la sicurezza del presidente della Repubblica centrafricana (RCA). Rappresenta una figura chiave nella struttura di comando del Wagner Group e mantiene stretti legami con le autorità russe. Dati la sua posizione influente nella RCA e il suo ruolo di spicco all’interno del Wagner Group, Valery Zakharov è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani commesse dal Wagner Group nella RCA, che comprendono esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie. Tra esse rientra l’omicidio, avvenuto nel 2018, di tre giornalisti russi, la cui sicurezza era sotto la responsabilità di Valery Zakharov. 13.12.2021 19. Maxim SHUGALEY alias Maksim SHUGALEI Максим ШУГАЛЕЙ (grafia russa) Carica: presidente della Foundation for the Defence of National Values (FDNV) Data di nascita: 24.2.1966 Luogo di nascita: Leningrado, ex URSS (ora San Pietroburgo, Federazione russa) Cittadinanza: russa Sesso: maschile Numero di passaporto o carta d’identità: 710508436 (passaporto russo) Maxim Shugaley è a capo della Foundation for the Defence of National Values (FDNV), un’entità associata al Wagner Group. La FDNV opera come ramo delle relazioni pubbliche del Wagner Group e il ruolo di Maxim Shugaley nella FDNV consiste nel guidare la propaganda a favore del Wagner Group e le campagne di disinformazione, anche per rafforzare la reputazione del Wagner Group e sostenerne lo schieramento, nonché interferire segretamente per suo conto nei vari paesi in cui opera. Il Wagner Group è inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie in diversi paesi, tra cui Libia, Mali e Repubblica centrafricana. Maxim Shugaley è associato al Wagner Group ed è responsabile di sostenere e incoraggiare gli atti di tale gruppo attraverso la propaganda a suo favore e la disinformazione. 25.2.2023 21. Konstantin Alexandrovich PIKALOV Константин Александрович ПИКАЛОВ (grafia russa) Carica: uno dei comandanti del PMC Wagner Group in Africa Data di nascita: 23.7.1968 Cittadinanza: russa Sesso: maschile Konstantin Pikalov, nome in codice “Mazaï” (Mazay), è uno dei leader del Wagner Group ed è responsabile delle attività operative del gruppo in Africa, in particolare nella Repubblica centrafricana (RCA). È accusato di essere stato l’istigatore dell’omicidio di tre giornalisti russi nel luglio 2018. Dall’aprile 2023 è anche a capo di un nuovo gruppo paramilitare (Convoy) creato nel novembre 2022 per intervenire nella guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. Il Wagner Group è inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie in diversi paesi, tra cui la RCA. Nella sua posizione di vertice all’interno del Wagner Group, Konstantin Pikalov è responsabile delle gravi violazioni dei diritti umani commesse dal gruppo nella RCA. 25.2.2023 24. Alexander Alexandrovich IVANOV alias Aleksandr Alexandrovich IVANOV; Alexandre Alexandrovich IVANOV Александр Александрович ИВАНОВ (grafia russa) Carica: rappresentante degli istruttori del Wagner Group nella Repubblica centrafricana Data di nascita: 14.6.1960 Cittadinanza: russa Sesso: maschile Indirizzo: Bangui, Repubblica centrafricana Alexander Ivanov è il portavoce del Wagner Group nella Repubblica centrafricana (RCA). È anche capo dell’”Unione degli ufficiali per la sicurezza internazionale” russa, nota altresì come “Comunità degli ufficiali per la sicurezza internazionale”, una società di copertura del Wagner Group che invia gli istruttori militari russi in servizio nella RCA. Tali istruttori sono mercenari del Wagner Group. Il Wagner Group è inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie in diversi paesi, tra cui la RCA. In qualità di rappresentante ufficiale di istruttori militari russi, Alexander Ivanov è coinvolto nelle gravi violazioni dei diritti umani commesse dal Wagner Group nella RCA. 25.2.2023 35. Toe UI alias Toe YI Carica: viceministro dell’Interno Grado: Maggiore Generale Cittadinanza: Myanmar/Birmania Sesso: maschile Il Maggiore Generale Toe Ui è stato nominato viceministro dell’Interno il 3 febbraio 2023. È l’ex vicecomandante dell’Ufficio del capo degli affari di sicurezza militare (OCMSA). L’OCMSA è responsabile della gestione dei centri di detenzione e per interrogatori in Myanmar/Birmania nonché della raccolta di intelligence. Il personale dell’OCMSA sotto l’autorità di Ui usa nudità forzata, stupri, elettroshock, bruciatura degli organi genitali e violenza eccessiva durante la detenzione arbitraria e gli interrogatori di uomini, donne e membri della comunità LGBTIQ. In qualità di vicecomandante dell’OCMSA, il Maggiore Generale Toe Ui è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Myanmar/Birmania, tra cui detenzioni arbitrarie e torture, nonché diffuse e sistematiche violenze sessuali e di genere. 7.3.2023»; 2) nella sezione B (“Persone giuridiche, entità e organismi”), le voci relative alle tre entità di seguito sono sostituite dalle seguenti: Nomi (traslitterazione in caratteri latini) Nome Informazioni identificative Motivi dell’inserimento nell’elenco Data di inserimento nell’elenco «8. Foundation for the Defence of National Values (FDNV) Fund for the Defence of National Values (FDNV) Foundation/organization for the Protection of National Values (FPNV)/(FZNC) Foundation for National Values Protection Luogo di registrazione: Mosca (64 Zemlyanoy Val str., building 2, office 201, Mosca, Federazione russa) Sito web: https://en.fznc.ru/ La Foundation for the Defence of National Values (Fondazione per la difesa dei valori nazionali), FDNV, è associata al Wagner Group. La FDNV opera come ramo delle relazioni pubbliche del Wagner Group. Guida la propaganda e le campagne di disinformazione a favore di tale gruppo, anche per rafforzarne la reputazione e sostenerne lo schieramento, e si impegna in ingerenze occulte per suo conto nei vari paesi in cui opera. Il Wagner Group è inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie in diversi paesi, tra cui Libia, Mali e Repubblica centrafricana. La FDNV è associata al Wagner Group ed è responsabile di sostenere e incoraggiare gli atti di tale gruppo attraverso la propaganda a suo favore, l’ingerenza politica e la disinformazione. 25.2.2023 10. Meroe Gold Co. Ltd alias Meroe For Agricultural & Animal Production; Al-Solag; Al-Sarraj Mining Company Ltd; Al-Sawlaj Mining Company Ltd; Al-Solaj Mining Company) Luogo di registrazione: Al-jref Gharb Plot 134 Blok 1 h, Khartoum, Sudan Altre informazioni: estrazione di altri minerali metalliferi non ferrosi Associata a: Al Sawlaj for Mining Ltd الصولج Aswar Multi Activities Co., Ltd Meroe Gold è un’entità di copertura delle operazioni in Sudan del Wagner Group, cui è strettamente legata. Grazie ai suoi legami con le forze militari sudanesi, il Wagner Group si è assicurato lo sfruttamento e l’esportazione di oro sudanese in Russia. Meroe Gold è associata al Wagner Group, inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie in diversi paesi, tra cui il Sudan. Attraverso le sue attività, fornisce anche sostegno a tali violazioni commesse in Sudan. 25.2.2023 14. Syrian Republican Guard Luogo di registrazione: Siria Persone associate: Brigadier Generale Mohamed Qasem (vicecomandante), Generale Malik Aliaa (comandante supremo), Mohammad Nayouf, Mohamed Kaddor (comandanti), presidente Bashar Al-Assad Syrian Republican Guard (Guardia repubblicana siriana) è un’entità responsabile della sicurezza dei funzionari e fa parte delle forze di sicurezza siriane. Tra i suoi ranghi, la violenza sessuale e di genere sulle donne è diffusa, in particolare durante il conflitto siriano in corso. Le vittime hanno denunciato stupri violenti e torture a seguito di arresti arbitrari e durante la detenzione arbitraria. La Guardia repubblicana siriana fa parte di un approccio sistematico del regime siriano che consiste nel ricorrere alla violenza sessuale e di genere per reprimere e intimidire il popolo siriano, in particolare le donne e le ragazze. La Guardia repubblicana siriana è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Siria, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, arresti o detenzioni arbitrari, nonché diffuso ricorso a violenze sessuali e di genere. 7.3.2023». ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2023/2721/oj ISSN 1977-0707 (electronic edition)

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