Legge Non_Fiscale

Legge 115/2016

Modifica all'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, in materia di contrasto e repressione dei crimini di genocidio, crimini contro l'umanita' e crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale. (16G00124)

Pubblicato: 28/06/2016 In vigore dal: 16/06/2016 Documento ufficiale

Quali condotte sono punite dalla Legge 115/2016 e quali sono le pene previste per la negazione della Shoah e dei crimini internazionali?

Spiegato da FiscoAI
La Legge 115/2016 modifica l'articolo 3 della legge 654/1975 introducendo un nuovo comma (3-bis) che punisce specificamente la propaganda e l'istigazione fondate sulla negazione della Shoah e dei crimini di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. La norma si applica quando queste condotte sono commesse in modo da creare un concreto pericolo di diffusione e si fondano, totalmente o parzialmente, sulla negazione di questi crimini come definiti dallo Statuto della Corte Penale Internazionale. La pena prevista è la reclusione da due a sei anni, più severa rispetto alle altre forme di propaganda razziale (fino a un anno e sei mesi). La legge riguarda chiunque compia atti di propaganda, istigazione o incitamento basati su questa negazione, indipendentemente dal mezzo utilizzato (discorsi pubblici, scritti, social media, etc.). Aspetto rilevante è il requisito del "concreto pericolo di diffusione", che richiede una valutazione concreta della capacità della condotta di raggiungere e influenzare un pubblico significativo, non essendo sufficiente la mera espressione di opinioni personali prive di potenziale diffusivo.

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Riferimento normativo

LEGGE 16 giugno 2016, n. 115

Testo normativo

LEGGE n. 115/2016 # LEGGE 16 giugno 2016, n. 115 ## Modifica all'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, in materia di contrasto e repressione dei crimini di genocidio, crimini contro l'umanita' e crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale. (16G00124) La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 1. All' articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654 , e successive modificazioni, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: «3-bis. Si applica la pena della reclusione da due a sei anni se la propaganda ovvero l'istigazione e l'incitamento, commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale, ratificato ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232 ». La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addì 16 giugno 2016 MATTARELLA Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri Visto, il Guardasigilli: Orlando Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note all'art. 1: - Si riporta il testo dell' art. 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654 (Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, aperta alla firma a New York il 7 marzo 1966), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 23 dicembre 1975, n. 337, S.O., come modificato dalla presente legge: «Art. 3. - 1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell'attuazione della disposizione dell'art. 4 della convenzione, è punito: a) con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; 2. 3. È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell'assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni. 3-bis. Si applica la pena della reclusione da due a sei anni se la propaganda ovvero l'istigazione e l'incitamento, commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione dello Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6,7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale, ratificato ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232 .».

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La Legge 115/2016 rappresenta un intervento normativo specifico in materia di crimini contro l'umanità, negazione della Shoah e crimini di guerra, integrando la disciplina sulla discriminazione razziale ed etnica. Professionisti del diritto penale e avvocati difensori devono considerare i criteri di imputabilità, il principio di offensività e il bilanciamento con la libertà di espressione, nonché il rinvio allo Statuto della Corte Penale Internazionale ratificato con legge 232/1999.

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