Quali sono i reati di frode in processo penale e depistaggio introdotti dalla Legge 133/2016, e quali pene sono previste?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 133/2016 introduce nel codice penale il reato di "frode in processo penale e depistaggio" (articolo 375), che punisce i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio che alterano artificiosamente prove, documenti o lo stato dei luoghi al fine di impedire, ostacolare o sviare un'indagine o un processo penale. La pena base è la reclusione da tre a otto anni, ma aumenta significativamente (da sei a dodici anni) quando il fatto riguarda reati gravi come terrorismo, criminalità organizzata, traffico di armi o materiale nucleare, chimico o biologico. La legge prevede anche circostanze attenuanti importanti: chi ripristina lo stato originario delle prove o aiuta concretamente l'autorità nella ricostruzione dei fatti può beneficiare di una riduzione di pena dalla metà ai due terzi. Inoltre, la norma introduce l'articolo 383-bis che aggrava ulteriormente la pena quando la frode processuale causa una condanna ingiusta, prevedendo pene che vanno da quattro a venti anni a seconda della gravità della condanna derivata. La condanna a reclusione superiore a tre anni comporta l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.
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Riferimento normativo
LEGGE 11 luglio 2016, n. 133
Testo normativo
LEGGE n. 133/2016
# LEGGE 11 luglio 2016, n. 133
## Introduzione nel codice penale del reato di frode in processo penale
e depistaggio. (16G00145)
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 1. L' articolo 375 del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 375 (Frode in processo penale e depistaggio). - Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da tre a otto anni il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, al fine di impedire, ostacolare o sviare un'indagine o un processo penale: a) immuta artificiosamente il corpo del reato ovvero lo stato dei luoghi, delle cose o delle persone connessi al reato; b) richiesto dall'autorità giudiziaria o dalla polizia giudiziaria di fornire informazioni in un procedimento penale, afferma il falso o nega il vero, ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito. Se il fatto è commesso mediante distruzione, soppressione, occultamento, danneggiamento, in tutto o in parte, ovvero formazione o artificiosa alterazione, in tutto o in parte, di un documento o di un oggetto da impiegare come elemento di prova o comunque utile alla scoperta del reato o al suo accertamento, la pena è aumentata da un terzo alla metà. Se il fatto è commesso in relazione a procedimenti concernenti i delitti di cui agli articoli 270, 270-bis, 276, 280, 280-bis, 283, 284, 285, 289-bis, 304, 305, 306, 416-bis, 416-ter e 422 o i reati previsti dall' articolo 2 della legge 25 gennaio 1982, n. 17 , ovvero i reati concernenti il traffico illegale di armi o di materiale nucleare, chimico o biologico e comunque tutti i reati di cui all' articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale , si applica la pena della reclusione da sei a dodici anni. La pena è diminuita dalla metà a due terzi nei confronti di colui che si adopera per ripristinare lo stato originario dei luoghi, delle cose, delle persone o delle prove, nonchè per evitare che l'attività delittuosa venga portata a conseguenze ulteriori, ovvero aiuta concretamente l'autorità di polizia o l'autorità giudiziaria nella ricostruzione del fatto oggetto di inquinamento processuale e depistaggio e nell'individuazione degli autori. Le circostanze attenuanti diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 114 e dal quarto comma, concorrenti con le aggravanti di cui al secondo e al terzo comma, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste ultime e le diminuzioni di pena si operano sulla quantità di pena risultante dall'aumento conseguente alle predette aggravanti. La condanna alla reclusione superiore a tre anni comporta l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. La pena di cui ai commi precedenti si applica anche quando il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio siano cessati dal loro ufficio o servizio. La punibilità è esclusa se si tratta di reato per cui non si può procedere che in seguito a querela, richiesta o istanza, e questa non è stata presentata. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle indagini e ai processi della Corte penale internazionale in ordine ai crimini definiti dallo Statuto della Corte medesima». 2. All' articolo 374, primo comma, del codice penale , le parole: «da sei mesi a tre anni» sono sostituite dalle seguenti: «da uno a cinque anni». 3. Dopo l' articolo 383 del codice penale è inserito il seguente: «Art. 383-bis (Circostanze aggravanti per il caso di condanna). - Nei casi previsti dagli articoli 371-bis, 371-ter, 372, 373, 374 e 375, la pena è della reclusione da quattro a dieci anni se dal fatto deriva una condanna alla reclusione non superiore a cinque anni; è della reclusione da sei a quattordici anni se dal fatto deriva una condanna superiore a cinque anni; è della reclusione da otto a venti anni se dal fatto deriva una condanna all'ergastolo». 4. All'articolo 157, sesto comma, primo periodo, del codice penale , dopo le parole: «agli articoli» sono inserite le seguenti: «375, terzo comma,». Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art.10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n.1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note all'art. 1: - Si riporta il testo dell' articolo 374 del codice penale , come modificato dalla presente legge: «Art. 374 (Frode processuale). - Chiunque, nel corso di un procedimento civile o amministrativo, al fine di trarre in inganno il giudice in un atto d'ispezione o di esperimento giudiziale, ovvero il perito nell'esecuzione di una perizia, immuta artificiosamente lo stato dei luoghi o delle cose o delle persone, è punito, qualora il fatto non sia preveduto come reato da una particolare disposizione di legge, con la reclusione da uno a cinque anni. La stessa disposizione si applica se il fatto è commesso nel corso di un procedimento penale, anche davanti alla Corte penale internazionale, o anteriormente ad esso; ma in tal caso la punibilità è esclusa, se si tratta di reato per cui non si può procedere che in seguito a querela, richiesta o istanza, e questa non è stata presentata.». - Si riporta il testo dell' articolo 157 del codice penale , come modificato dalla presente legge: «Art. 157 (Prescrizione. Tempo necessario a prescrivere). - La prescrizione estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto e a quattro anni se si tratta di contravvenzione, ancorchè puniti con la sola pena pecuniaria. Per determinare il tempo necessario a prescrivere si ha riguardo alla pena stabilita dalla legge per il reato consumato o tentato, senza tener conto della diminuzione per le circostanze attenuanti e dell'aumento per le circostanze aggravanti, salvo che per le aggravanti per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria e per quelle ad effetto speciale, nel qual caso si tiene conto dell'aumento massimo di pena previsto per l'aggravante. Non si applicano le disposizioni dell'articolo 69 e il tempo necessario a prescrivere è determinato a norma del secondo comma. Quando per il reato la legge stabilisce congiuntamente o alternativamente la pena detentiva e la pena pecuniaria, per determinare il tempo necessario a prescrivere si ha riguardo soltanto alla pena detentiva. Quando per il reato la legge stabilisce pene diverse da quella detentiva e da quella pecuniaria, si applica il termine di tre anni. I termini di cui ai commi che precedono sono raddoppiati per i reati di cui agli articoli 375, terzo comma, 449, 589, secondo e terzo comma, e 589-bis, nonchè per i reati di cui all' articolo 51 commi 3-bis e 3-quater, del codice di procedura penale . I termini di cui ai commi che precedono sono altresì raddoppiati per i delitti di cui al titolo VI-bis del libro secondo, per il reato di cui all'articolo 572 e per i reati di cui alla sezione I del capo III del titolo XII del libro II e di cui agli articoli 609-bis, 609-quater, 609-quinquies e 609-octies, salvo che risulti la sussistenza delle circostanze attenuanti contemplate dal terzo comma dell'articolo 609-bis ovvero dal quarto comma dell'articolo 609-quater. La prescrizione è sempre espressamente rinunciabile dall'imputato. La prescrizione non estingue i reati per i quali la legge prevede la pena dell'ergastolo, anche come effetto dell'applicazione di circostanze aggravanti.».
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La Legge 133/2016 è fondamentale per comprendere i reati di frode processuale, depistaggio, inquinamento processuale e alterazione di prove nel processo penale. Magistrati, avvocati penalisti e consulenti legali la consultano per questioni relative a falsità in processo, occultamento di prove, false dichiarazioni davanti all'autorità giudiziaria e responsabilità dei pubblici ufficiali. È strettamente collegata ai reati di cui all'articolo 51, comma 3-bis del codice di procedura penale e ai crimini della Corte penale internazionale.
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