Legge Non_Fiscale

Legge 150/2016

Delega al Governo per la riforma del sistema dei confidi. (16G00162)

Pubblicato: 05/08/2016 In vigore dal: 13/07/2016 Documento ufficiale

Quali sono gli obiettivi principali della Legge 150/2016 sulla riforma dei confidi e quali strumenti il Governo deve utilizzare per attuarla?

Spiegato da FiscoAI
La Legge 150/2016 è una legge delega che affida al Governo il compito di riformare il sistema dei confidi (Consorzi di garanzia collettiva fidi) entro dodici mesi dalla sua entrata in vigore. L'obiettivo principale è migliorare l'accesso al credito per le piccole e medie imprese (PMI) e i liberi professionisti, semplificando gli adempimenti e riducendo i costi. Il Governo deve adottare uno o più decreti legislativi seguendo precisi principi direttivi: rafforzare il patrimonio dei confidi, razionalizzare le attività nella filiera della garanzia, sviluppare strumenti innovativi (esclusi derivati e prodotti complessi), e favorire sinergie tra il Fondo centrale di garanzia e i confidi stessi. La legge vieta inoltre vincoli territoriali che potrebbero ostacolare l'accesso di nuovi confidi e richiede il rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato e sui requisiti patrimoniali bancari. Un aspetto rilevante è che l'attuazione non deve generare nuovi oneri per lo Stato: eventuali costi devono essere coperti da provvedimenti legislativi separati. Il procedimento prevede il coinvolgimento delle Commissioni parlamentari competenti, che hanno trenta giorni per esprimere pareri sui decreti legislativi proposti.

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Riferimento normativo

LEGGE 13 luglio 2016, n. 150

Testo normativo

LEGGE n. 150/2016 # LEGGE 13 luglio 2016, n. 150 ## Delega al Governo per la riforma del sistema dei confidi. (16G00162) La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 1. Al fine di favorire un migliore accesso al credito per le piccole e medie imprese (PMI) e per i liberi professionisti, di cui all' articolo 13, commi 1 e 8, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 , convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 , e successive modificazioni, attraverso la valorizzazione del ruolo dei confidi, la semplificazione degli adempimenti e il contenimento dei costi a loro carico, il Governo è delegato ad adottare, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, ((entro dodici mesi)) dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la riforma della normativa in materia di confidi, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) rafforzare la patrimonializzazione dei confidi e favorire la raccolta di risorse pubbliche, private e del terzo settore, di capitale e di provvista, anche individuando strumenti e modalità che le rendano esigibili secondo i principi di cui al regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013 , e alla direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013 , in materia di requisiti patrimoniali delle banche e di accesso all'attività creditizia; b) disciplinare le modalità di contribuzione degli enti pubblici finalizzate alla patrimonializzazione dei confidi anche nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, stabilendo altresì il divieto di previsione di vincoli territoriali che possano pregiudicare l'accesso di confidi nuovi o attivi in altri territori; c) razionalizzare e valorizzare le attività svolte dai soggetti operanti nella filiera della garanzia e della controgaranzia, al fine di rendere più efficiente l'utilizzo delle risorse pubbliche e favorire la sinergia tra il Fondo centrale di garanzia e i confidi; d) sviluppare, nell'ambito delle finalità tipiche, strumenti innovativi, con tassativa esclusione di derivati e di strumenti finanziari complessi, forme di garanzia e servizi, finanziari e non finanziari, che rispondono alle mutate esigenze delle PMI e dei liberi professionisti, di cui all' articolo 13, commi 1 e 8, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 , convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 , e successive modificazioni; e) favorire un migliore accesso al credito per le PMI e per i liberi professionisti, di cui all' articolo 13, commi 1 e 8, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 , convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 , e successive modificazioni, anche attraverso la semplificazione degli adempimenti e il contenimento dei costi per gli intermediari finanziari e per i confidi; f) rafforzare i criteri di proporzionalità e specificità di cui all'articolo 108, comma 6, del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni; g) estendere l'applicazione dei criteri di cui alla lettera f) all'intera normativa in materia di confidi; h) assicurare una maggiore tutela del carattere accessorio della garanzia rilasciata dai confidi rispetto all'operazione di finanziamento principale; i) razionalizzare gli adempimenti a carico dei confidi eliminando le duplicazioni di attività già svolte da banche o da altri intermediari finanziari nonchè quelle relative alle procedure di accesso di cui all' articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662 , e successive modificazioni; l) individuare metodologie di valutazione degli impatti della garanzia sui sistemi economici locali anche attraverso la rete delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e le informazioni di cui le stesse dispongono. 2. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1, corredati di relazione tecnica, sono trasmessi alle Camere ai fini dell'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che sono resi entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione. Le Commissioni possono richiedere al Presidente della rispettiva Camera di prorogare di trenta giorni il termine per l'espressione del parere, qualora ciò si renda necessario per la complessità della materia. Decorso il termine previsto per l'espressione dei pareri parlamentari, o quello eventualmente prorogato, il decreto legislativo può essere comunque adottato. Il Governo, qualora non intenda conformarsi al parere parlamentare, trasmette nuovamente il testo alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione, perchè su di esso sia espresso il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, entro trenta giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, il decreto legislativo può comunque essere adottato in via definitiva. Entro un anno dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare, nel rispetto dei principi e criteri direttivi di cui al medesimo comma 1 e secondo la procedura di cui al presente comma, un decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive. 3. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. In conformità all' articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 , qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, i medesimi decreti legislativi sono emanati solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi, ivi compresa la legge di stabilità, che stanzino le occorrenti risorse finanziarie. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addì 13 luglio 2016 MATTARELLA Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri Visto, il Guardasigilli: Orlando

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La Legge 150/2016 è il riferimento normativo per chi opera nel settore dei confidi, delle garanzie collettive e del credito alle PMI. Commercialisti, consulenti aziendali e intermediari finanziari la consultano per comprendere le modalità di patrimonializzazione dei confidi, i criteri di proporzionalità e specificità delle garanzie, la semplificazione degli adempimenti amministrativi, e l'integrazione tra Fondo centrale di garanzia e confidi. È rilevante anche per aspetti di compliance europea, aiuti di Stato e requisiti patrimoniali secondo il Regolamento UE 575/2013.

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