Legge

Legge 50/2012

Ratifica ed esecuzione dei Protocolli di attuazione della Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi, con annessi, fatta a Salisburgo il 7 novembre 1991. (12G0070)

Pubblicato: 04/05/2012 In vigore dal: 05/04/2012 Documento ufficiale

Quali sono i Protocolli di attuazione della Convenzione per la protezione delle Alpi ratificati dall'Italia con la Legge 50/2012 e quali soggetti sono responsabili della loro implementazione?

Spiegato da FiscoAI
La Legge 50/2012 ratifica otto Protocolli di attuazione della Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi, sottoscritta a Salisburgo nel 1991. Questi Protocolli riguardano settori specifici della gestione alpina: foreste montane, pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile, composizione delle controversie, difesa del suolo, energia, protezione della natura e paesaggio, agricoltura di montagna e turismo. La normativa si applica all'intero territorio alpino italiano e coinvolge molteplici livelli di governo. L'implementazione dei Protocolli è affidata allo Stato, alle Regioni e agli enti locali secondo le rispettive competenze, con il coordinamento della Consulta Stato-regioni dell'Arco alpino, presieduta dal Ministro per i rapporti con le regioni. Ciascun Protocollo entra in vigore secondo le modalità previste nei rispettivi capitoli finali, garantendo un'esecuzione graduale e coordinata delle misure previste.

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Riferimento normativo

LEGGE 5 aprile 2012, n. 50

Testo normativo

LEGGE n. 50/2012 # LEGGE 5 aprile 2012, n. 50 ## Ratifica ed esecuzione dei Protocolli di attuazione della Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi, con annessi, fatta a Salisburgo il 7 novembre 1991. (12G0070) La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga La seguente legge: Art. 1 Autorizzazione alla ratifica e ordine di esecuzione 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare i seguenti Protocolli di attuazione della Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi, con annessi, fatta a Salisburgo il 7 novembre 1991: a) «Protocollo nell'ambito delle foreste montane», fatto a Brdo il 27 febbraio 1996; b) «Protocollo nell'ambito della pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile», fatto a Chambery il 20 dicembre 1994; c) «Protocollo nell'ambito della composizione delle controversie», fatto a Lucerna il 31 ottobre 2000; d) «Protocollo nell'ambito della difesa del suolo», fatto a Bled il 16 ottobre 1998; e) «Protocollo nell'ambito dell'energia», fatto a Bled il 16 ottobre 1998; f) «Protocollo nell'ambito della protezione della natura e della tutela del paesaggio, con allegati», fatto a Chambery il 20 dicembre 1994; g) «Protocollo nell'ambito dell'agricoltura di montagna, con allegato», fatto a Chambery il 20 dicembre 1994; h) «Protocollo nell'ambito del turismo», fatto a Bled il 16 ottobre 1998. 2. Piena ed intera esecuzione è data ai Protocolli di cui al comma 1, a decorrere dalla data della loro entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dal capitolo V dei Protocolli di cui alle lettere a), b), d), e), f), g) e h) e dall'articolo 16 del Protocollo di cui alla lettera c) del comma 1 del presente articolo. 3. Lo Stato, le regioni e gli enti locali provvedono all'adozione degli atti e delle misure previsti dai Protocolli di cui al comma 1 del presente articolo, secondo le rispettive competenze, fermo restando quanto stabilito dall' articolo 3 della legge 14 ottobre 1999, n. 403 , sulle attribuzioni della Consulta Stato-regioni dell'Arco alpino, convocata e presieduta dal Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale.

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La Legge 50/2012 rappresenta il principale strumento di ratifica dei Protocolli alpini e riguarda competenze amministrative tra Stato, Regioni e enti locali secondo il principio di sussidiarietà. Professionisti che operano nel settore ambientale, urbanistico e agricolo in area alpina devono considerare gli obblighi derivanti da questi Protocolli, in particolare quelli relativi a pianificazione territoriale, protezione della natura, agricoltura sostenibile e gestione energetica, coordinandosi attraverso la Consulta Stato-regioni dell'Arco alpino.

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