Messaggio INPS
In vigore
Messaggio INPS 2521/2019
Prestazioni a sostegno del reddito riferite a soggetti senza fissa dimora. Chiarimenti al messaggio n. 689 del 20 febbraio 2019
Riferimento normativo
Prestazioni a sostegno del reddito riferite a soggetti senza fissa dimora. Chiarimenti al messaggio n. 689 del 20 febbraio 2019
Testo normativo
Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali
Direzione Centrale Organizzazione e Sistemi Informativi
Roma, 04-07-2019
Messaggio n. 2521
OGGETTO: Prestazioni a sostegno del reddito riferite a soggetti senza fissa
dimora. Chiarimenti al messaggio n. 689 del 20 febbraio 2019
1. Premessa
Con il messaggio n. 689 del 20 febbraio 2019 sono state date le prime indicazioni operative
per gestire l’istruttoria delle domande e dei pagamenti delle prestazioni a sostegno del reddito
riferite sia ai soggetti dichiarati irreperibili che a quelli senza fissa dimora.
Con riferimento a questi ultimi, in particolare, successivamente alla pubblicazione del
messaggio, sono pervenute richieste di chiarimento che rendono necessarie alcune
precisazioni, al fine di evitare possibili disconoscimenti del diritto alle prestazioni assistenziali
in contrasto con il vigente quadro normativo in materia di persone senza fissa dimora.
2. Prestazioni a sostegno del reddito per le persone senza fissa dimora
Le persone senza fissa dimora sono persone che non hanno una residenza fissa, ma hanno il
diritto di ottenere una residenza, ancorché “fittizia”, nel Comune dove hanno stabilito il proprio
domicilio, purché abbiano ottemperato agli obblighi previsti dall’articolo 2, comma 3, della
legge 24 dicembre 1954, n. 1228, così come modificato dall’articolo 3, comma 38, della legge
15 luglio 2009, n. 94.
Come chiarito nel citato messaggio n. 689/2019, presupposto per il riconoscimento del diritto
alle prestazioni a sostegno del reddito a carattere assistenziale, così come indicate al
paragrafo 2 del messaggio medesimo, nonché all’assegno di maternità dei lavoratori atipici e
discontinui (c.d. assegno di maternità dello Stato), è la residenza del beneficiario nel territorio
dello Stato italiano, così come annotata nei registri anagrafici del Comune.
Di conseguenza anche le persone senza fissa dimora, se iscritte all’anagrafe di un Comune del
territorio italiano, anche con una residenza “fittizia”, hanno diritto ad accedere e a continuare a
fruire delle prestazioni in argomento.
Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele
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