Quali sono i requisiti e le modalità di concessione dell'assegno per congedo matrimoniale secondo il Messaggio INPS 2951/2023?
Spiegato da FiscoAI
L'assegno per congedo matrimoniale è una prestazione riconosciuta dall'INPS ai lavoratori operai dei settori industria e artigianato, con origini normative risalenti al 1937. La prestazione consiste in un periodo di congedo di otto giorni consecutivi in occasione del matrimonio civile, concordatario o unione civile, con corresponsione di un assegno pari a sette giorni di retribuzione a carico dell'Istituto. Per accedere alla prestazione è necessario che il rapporto di lavoro sia in essere da almeno una settimana, che il lavoratore rivesta la qualifica di operaio presso datori di lavoro classificati nei settori previsti, e che sia versato il contributo specifico alla Cassa Unica Assegni Familiari (CUAF). La richiesta deve essere presentata con preavviso di almeno sei giorni, salvo casi eccezionali. Per i lavoratori stranieri è richiesta l'acquisizione della residenza in Italia e dello stato di coniugato prima della data del matrimonio. L'assegno non è cumulabile con altri trattamenti retributivi per lo stesso periodo, fatta eccezione per l'indennità giornaliera di inabilità INAIL nella misura della differenza. Il datore di lavoro anticipa la somma, successivamente conguagliata con i contributi dovuti e rendicontata nel flusso UniEmens con i codici L051 e L052. È inoltre previsto il pagamento diretto INPS per lavoratori in disoccupazione che abbiano prestato almeno 15 giorni di attività lavorativa nei 90 giorni precedenti il matrimonio.
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Riferimento normativo
Assegno per congedo matrimoniale
Testo normativo
Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali
Direzione Centrale Entrate
Direzione Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione
Roma, 14-08-2023
Messaggio n. 2951
OGGETTO: Assegno per congedo matrimoniale
L’assegno per congedo matrimoniale, inizialmente introdotto nel nostro ordinamento per i
lavoratori con qualifica di impiegati del settore dell’industria con il R.D.L. 24 giugno 1937, n.
1334 (abrogato dal D.lgs 13 dicembre 2010, n. 212), è stato successivamente riconosciuto ai
lavoratori con qualifica non impiegatizia “dipendenti da aziende industriali, artigiane e
cooperative” con il contratto collettivo interconfederale del 31 maggio 1941-XIX.
Attualmente, salvo diversa disposizione della contrattazione collettiva, hanno diritto al predetto
assegno i lavoratori con qualifica di operaio dei settori dell’industria e dell’artigianato, in base
alla classificazione dei datori di lavoro ai fini previdenziali e assistenziali di cui all’articolo 49
della legge 9 marzo 1989, n. 88.
A favore dei suddetti lavoratori è previsto, in particolare, un periodo di congedo matrimoniale
della durata di otto giorni consecutivi con corresponsione di un assegno, a carico dell’Istituto,
pari a sette giorni di retribuzione.
Tale prestazione, concessa in occasione del matrimonio civile o concordatario o unione civile,
non è cumulabile con eventuali altri trattamenti retributivi o sostitutivi della retribuzione per il
medesimo periodo (cfr. la circolare n. 248/1992), a eccezione dell’indennità giornaliera di
inabilità per infortunio sul lavoro dell’INAIL nella misura pari alla differenza tra gli importi
spettanti per le due prestazioni (cfr. la circolare n. 164/1997).
L’assegno per congedo matrimoniale non spetta ai lavoratori esclusi dall’applicazione delle
norme che prevedono il versamento del contributo specifico alla Cassa Unica Assegni Familiari
(CUAF).
In caso di lavoratore straniero, si ha diritto alla prestazione in oggetto se risulta acquisita in
Italia sia la residenza, prima della data del matrimonio/unione civile, sia lo stato di coniugato.
Per poter beneficiare della prestazione in oggetto è necessario che il rapporto di lavoro sia in
essere da almeno una settimana e che il lavoratore rivesta la qualifica prevista dalla normativa
illustrata e sia alle dipendenze di un datore di lavoro appartenente ai settori sopra descritti.
La richiesta deve essere presentata dal lavoratore con un preavviso di almeno sei giorni, salvo
casi eccezionali.
La somma anticipata dal datore di lavoro viene conguagliata con i contributi dovuti per il
periodo di paga considerato ed esposta nel flusso UniEmens, all’interno dell’elemento di
<DatiRetributivi> di <AltreACredito> di <CausaleAcredito>, con i codici già in uso:
L051, avente il significato di “Assegno per congedo matrimoniale”;
L052, avente il significato di “Diff. Assegno per congedo matrimoniale”.
Facendo seguito al messaggio n. 2147/2022, si precisa che hanno invece diritto alla
prestazione a pagamento diretto i predetti lavoratori in stato di disoccupazione che, nei 90
giorni precedenti il matrimonio o unione civile, abbiano prestato, per almeno 15 giorni, attività
lavorativa, con la qualifica di operaio, alle dipendenze dei datori di lavoro sopra citati, ferma
restando la non cumulabilità con eventuali altri trattamenti retributivi o sostitutivi della
retribuzione per il medesimo periodo.
Qualora sussistano i requisiti per il pagamento diretto, la domanda deve essere presentata
direttamente all’INPS, entro un anno dalla data del matrimonio/unione civile, attraverso il
servizio di cui al citato messaggio n. 2147/2022.
Con successivo messaggio saranno comunicati ulteriori aggiornamenti delle procedure per la
gestione delle domande di assegno per congedo matrimoniale a pagamento diretto.
Il Direttore Generale
Vincenzo Caridi
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L'assegno per congedo matrimoniale rientra nel sistema delle prestazioni assistenziali INPS ed è disciplinato dalla normativa sulla Cassa Unica Assegni Familiari (CUAF), interessando la gestione contributiva e retributiva dei lavoratori dipendenti. Commercialisti e responsabili paghe devono conoscere i codici di rendicontazione UniEmens (L051, L052), i requisiti di qualifica professionale secondo l'articolo 49 della legge 88/1989, e le regole di non cumulabilità con altri trattamenti sostitutivi della retribuzione, oltre alle procedure di conguaglio con i contributi previdenziali.
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