Decreto del Presidente della Repubblica
Imposte Indirette
Decreto del Presidente della Repubblica 406/1950
Sostituzione dell'art. 76 delle disposizioni approvate col regio decreto 14 giugno 1941, n. 577, concernente la misura del canone dovuto dai rivenditori di generi di monopolio.
Qual è il sistema di calcolo del canone dovuto dai rivenditori di generi di monopolio secondo il DPR 406/1950?
Spiegato da FiscoAI
Il DPR 406/1950 stabilisce le modalità di determinazione del canone (una sorta di corrispettivo) che i rivenditori autorizzati di generi di monopolio (tabacco, sale, fiammiferi e altri prodotti sottoposti a monopolio dello Stato) devono versare annualmente. La norma si applica a tutti i rivenditori che operano nel circuito di distribuzione dei monopoli di Stato e riguarda direttamente la loro gestione economica e gli obblighi tributari verso l'amministrazione. Il sistema prevede un canone progressivo commisurato al reddito dell'esercizio precedente, con una soglia minima di 300.000 lire al di sotto della quale non è dovuto alcun canone. Sulla parte di reddito eccedente questa soglia si applica una scala graduale che va dal 15% al 30%, aumentando al crescere del reddito complessivo. Per i commercialisti e i gestori di rivendite, è importante sottolineare che il canone minimo annuo è fissato in 500 lire, e nel calcolo non si considerano le frazioni di reddito inferiori a 500 lire, mentre quelle superiori vengono arrotondate al migliaio più prossimo per eccesso.
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Riferimento normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 giugno 1950, n. 406
Testo normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 406/1950
# DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 giugno 1950, n. 406
## Sostituzione dell'art. 76 delle disposizioni approvate col regio
decreto 14 giugno 1941, n. 577, concernente la misura del canone
dovuto dai rivenditori di generi di monopolio.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' art. 87 della Costituzione ; Visto il regio decreto 14 giugno 1941, n. 577 , sull'ordinamento dei servizi di distribuzione e vendita dei generi di monopolio; Visto il decreto Presidenziale 14 settembre 1948, n. 1602 , con il quale, venne stabilita la misura dei cassoni dovuti dai rivenditori generi di monopolio; Sentito il Consiglio di amministrazione dei monopoli di Stato; Udito il parere del Consiglio di Stato; Sentito il Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del Ministro Segretario di Stato per le finanze, di concerto col Ministro per il tesoro; Decreta: Art. 1 L'art. 76 delle disposizioni approvate col regio decreto 14 giugno 1941, n. 577 , modificato col decreto Presidenziale 14 settembre 1948, n. 1602 , è sostituito dal seguente: "Il canone dovuto dai rivenditori generi di monopolio è commisurato al reddito dell'esercizio precedente, quando tale reddito abbia superato le L. 300.000. Sulla parte di reddito eccedente tale somma il canone è liquidato sulla base della seguente scala graduale: da oltre L. 300.000 fino a L. 500.000 il 15 % " " " 500.000 " " 1.000.000 il 19 % " " " 1.000.000 " " 2.000.000 il 23 % " " " 2.000.000 " " 3.000.000 il 27 % " " " 3.000.000 il 30 % Il canone minimo è stabilito in L. 500 annue. Nella liquidazione del canone non si tiene conto delle frazioni di reddito non eccedenti le L. 500, mentre quelle eccedenti tale limite vengono arrotondate al migliaio superiore".
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Il DPR 406/1950 disciplina il canone dei rivenditori di monopolio, un tributo speciale legato al reddito d'esercizio e alla progressività fiscale. Commercialisti e gestori di rivendite devono considerare questa normativa per la determinazione delle imposte dovute, la liquidazione dei canoni e la corretta contabilizzazione delle obbligazioni verso i monopoli di Stato, applicando le aliquote progressive previste dalla scala graduale.
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