Messaggio INPS
In vigore
Messaggio INPS 4018/2018
Cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo. Dichiarazione reddituale
Riferimento normativo
Cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo. Dichiarazione reddituale
Testo normativo
Direzione Centrale Pensioni
Direzione Centrale Organizzazione e Sistemi Informativi
Roma, 29-10-2018
Messaggio n. 4018
OGGETTO: Cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo.
Dichiarazione reddituale
1. Premessa
L'articolo 10 del D.Lgs 30 dicembre 1992, n. 503, nell'introdurre il divieto di cumulo della
pensione con i redditi da lavoro autonomo, dispone, al comma 4, che, ai fini dell'applicazione
del divieto, i titolari di pensione sono tenuti a produrre all'Ente erogatore della pensione la
dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo riferiti all'anno precedente, entro lo stesso
termine previsto per la dichiarazione ai fini dell'IRPEF per il medesimo anno.
In applicazione della suddetta disposizione i titolari di pensione con decorrenza compresa entro
l'anno 2017, soggetti al divieto di cumulo parziale della pensione con i redditi da lavoro
autonomo, per detto anno sono tenuti a dichiarare entro il 31 ottobre 2018, data di scadenza
della dichiarazione dei redditi dell'anno 2017, i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell'anno
2017.
Con riferimento a tale disciplina si forniscono chiarimenti in ordine all'individuazione dei
pensionati tenuti alla comunicazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nell'anno 2017.
2. Pensionati esclusi dall'obbligo di dichiarare i redditi da lavoro autonomo
conseguiti nell'anno 2017
Sono esclusi dall'obbligo di dichiarazione, in quanto non soggetti al divieto di cumulo della
pensione con i redditi da lavoro autonomo, i seguenti soggetti:
- i titolari di pensione e assegno di invalidità avente decorrenza compresa entro il 31 dicembre
1994;
- i titolari di pensione di vecchiaia. Si ricorda che per effetto dell’articolo 72 della legge 23
dicembre 2000, n. 388, dal 1° gennaio 2001 le pensioni di vecchiaia a carico dell’assicurazione
generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti e delle forme di previdenza esonerative,
esclusive, sostitutive della medesima e delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi sono
interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo, indipendentemente dall’anzianità
contributiva utilizzata per il riconoscimento e la liquidazione della prestazione;
- i titolari di pensione di vecchiaia liquidata nel sistema contributivo, in quanto dal 1° gennaio
2009 tale pensione è totalmente cumulabile con i redditi da lavoro, per effetto dell’articolo 19
del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
- i titolari di pensione di anzianità e di trattamento di prepensionamento a carico
dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima,
in quanto dal 1° gennaio 2009 tali prestazioni sono totalmente cumulabili con i redditi da
lavoro (cfr. circolare n. 108 del 9 dicembre 2008, par. 2);
- i titolari di pensione o assegno di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria
dei lavoratori dipendenti, delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della
medesima, delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi con un’anzianità contributiva
pari o superiore a 40 anni (cfr. circolare n. 20 del 26 gennaio 2001). Si precisa che ai fini dei
40 anni è utile anche la contribuzione relativa a periodi successivi alla decorrenza della
pensione, purché già utilizzata per la liquidazione di supplementi (cfr. circolare n. 22 dell’8
febbraio 1999 e messaggio n. 4233 del 23 luglio 1999).
Con riferimento agli assegni di invalidità si ricorda che le disposizioni di cui all’articolo 1,
comma 42, della legge n. 335 del 1995, secondo cui all’assegno di invalidità, nei casi di cumulo
con i redditi da lavoro dipendente, autonomo o di impresa, si applicano le riduzioni di cui alla
tabella G allegata alla predetta legge, continuano ad operare anche nei casi in cui l’assegno di
invalidità sia stato liquidato con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni (cfr.
circolari n. 234, par. 2, del 25 agosto 1995 e n. 20, par. 3, del 26 gennaio 2001).
3. Pensionati soggetti all'obbligo di dichiarare i redditi da lavoro autonomo
conseguiti nell'anno 2017
I pensionati che non si trovano nelle condizioni di cui al precedente paragrafo 2 sono tenuti ad
effettuare la comunicazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nell'anno 2017 entro il
31 ottobre 2018, tenuto conto del termine ultimo per la presentazione della dichiarazione ai
fini dell’IRPEF.
Si ritiene comunque opportuno richiamare le seguenti situazioni particolari.
3.1) L'articolo 10, comma 2, del D.Lgs n. 503 del 1992 stabilisce che le disposizioni in materia
di incumulabilità con i redditi da lavoro non si applicano nei confronti dei titolari di pensione di
invalidità dalla cui attività, dipendente o autonoma, derivi un reddito complessivo annuo non
superiore all'importo del trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti relativo
al corrispondente anno.
Pertanto, i titolari di pensione di invalidità e di assegno di invalidità che, non trovandosi nelle
condizioni di cui al paragrafo 2, sarebbero in linea di principio soggetti al divieto parziale di
cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, non sono in concreto assoggettati a
tale divieto qualora nell'anno 2017 abbiano conseguito un reddito da lavoro autonomo pari o
inferiore a 6.524,57 euro.
3.2) L'articolo 10, comma 5, del D.Lgs n. 503 del 1992 stabilisce che i trattamenti pensionistici
sono totalmente cumulabili con i redditi derivanti da attività svolte nell'ambito di programmi di
reinserimento degli anziani in attività socialmente utili promosse da enti locali ed altre
istituzioni pubbliche e private. Pertanto gli anzidetti redditi non assumono alcun rilievo ai fini
dell'applicazione del divieto di cumulo con la pensione.
Inoltre, il comma 4-bis, aggiunto all'articolo 11 della legge 21 novembre 1991, n. 374,
dall'articolo 15 della legge 6 dicembre 1994, n. 673, stabilisce che le indennità percepite per
l'esercizio della funzione di giudice di pace sono cumulabili con i trattamenti pensionistici e di
quiescenza comunque denominati.
Le indennità e i gettoni di presenza di cui all’articolo 82, commi 1 e 2, del TUEL percepiti dagli
amministratori locali non costituiscono reddito da lavoro ai fini del cumulo con la pensione (cfr.
messaggio n. 340 del 26 settembre 2003, lettera B).
Del pari, tutte le indennità comunque connesse a cariche pubbliche elettive (e, quindi, ad
esempio, le indennità per i residenti e i membri dei consigli regionali, quelle dei parlamentari
nazionali ed europei) non costituiscono redditi da lavoro ai fini del cumulo con la pensione (cfr.
circolare n. 58 del 10 marzo 1998, par. 2.1 e n. 197 del 23 dicembre 2003, par. 1).
Sono altresì cumulabili con il trattamento pensionistico le indennità di cui all’articolo 8 della
legge 22 luglio 1997, n. 276, e successive modificazioni ed integrazioni, percepite dai giudici
onorari aggregati per l’esercizio delle loro funzioni (cfr. circolare n. 67 del 24 marzo 2000).
A norma dell’articolo 86 della legge 21 novembre 2000, n. 342, i pensionati che svolgono la
funzione di giudice tributario sono esclusi dal divieto di cumulo per le indennità percepite per
l’esercizio di tale funzione (cfr. circolare n. 20 del 26 gennaio 2001).
4. Redditi da dichiarare
I redditi da lavoro autonomo devono essere dichiarati al netto dei contributi previdenziali e
assistenziali e al lordo delle ritenute erariali.
Il reddito d'impresa deve essere dichiarato al netto anche delle eventuali perdite deducibili
imputabili all'anno di riferimento del reddito.
5. Modalità di presentazione della dichiarazione
L’interessato, una volta autenticatosi con PIN dispositivo sul sito www.inps.it, può accedere
all’elenco “Tutti i servizi” e selezionare la voce “Dichiarazione Reddituale – Red Semplificato”
(per la dichiarazione RED).
Nel successivo pannello occorre scegliere la Campagna di riferimento: 2018 (dichiarazione
redditi per l’anno 2017).
I cittadini muniti di PIN dispositivo potranno rendere la dichiarazione reddituale anche
attraverso il Contact Center Multicanale, raggiungibile al numero 803 164 (gratuito da rete
fissa) e al numero 06 164 164 (da rete mobile con costi variabili in base al piano tariffario del
proprio gestore telefonico).
Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle ore 20 ed il sabato dalle ore 8 alle ore
14 (ora italiana).
Il Contact Center Multicanale fornisce inoltre assistenza agli utenti che intendano compilare la
dichiarazione in autonomia attraverso il servizio disponibile sul portale istituzionale
www.inps.it.
6. Regime sanzionatorio
Ai sensi del comma 8-bis, aggiunto all’articolo 10 del D. Lgs. n. 503 del 1992, dall'articolo 1,
comma 211, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, i titolari di pensione che omettano di
produrre la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo sono tenuti a versare all'Ente
previdenziale di appartenenza una somma pari all'importo annuo della pensione percepita
nell'anno cui si riferisce la dichiarazione medesima.
Detta somma sarà prelevata dall'Ente previdenziale competente sulle rate di pensione dovute
al trasgressore.
7. Dichiarazione a preventivo per l’anno 2018
A norma del comma 4-bis, aggiunto all'articolo 10 del D.Lgs. n. 503 del 1992 dall'articolo 1,
comma 210, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, le trattenute delle quote di pensione non
cumulabili con i redditi da lavoro autonomo vengono effettuate provvisoriamente dagli Enti
previdenziali sulla base della dichiarazione dei redditi che i pensionati prevedono di conseguire
nel corso dell'anno.
A tal fine gli interessati sono tenuti a rilasciare all'Ente previdenziale competente apposita
dichiarazione, secondo le modalità illustrate al paragrafo 5 del presente messaggio.
Le trattenute sono conguagliate sulla base della dichiarazione dei redditi effettivamente
percepiti, rilasciata dagli interessati entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione dei
redditi ai fini dell'IRPEF.
Pertanto i pensionati, nei cui confronti trova applicazione il divieto di cumulo della pensione
con i redditi da lavoro autonomo, che svolgano nel corrente anno attività di lavoro autonomo
sono tenuti a comunicare il reddito che prevedono di conseguire nel corso del 2018.
Le trattenute che verranno operate sulla pensione "a preventivo" saranno conguagliate sulla
base della dichiarazione dei redditi 2018, resa a consuntivo nell'anno 2019.
8. Acquisizione dei redditi dichiarati dai pensionati
I redditi da lavoro autonomo dichiarati dai pensionati devono essere acquisiti con le procedure
di ricostituzione delle pensioni secondo le modalità in atto.
Sono tenuti a presentare la dichiarazione reddituale a consuntivo anche i pensionati per i quali
la situazione reddituale dichiarata a preventivo non abbia avuto variazioni.
Del pari, sono tenuti a presentare la dichiarazione reddituale a preventivo anche i pensionati
per i quali la situazione reddituale dell’anno in corso non è variata rispetto a quella dichiarata
a consuntivo per l’anno precedente.
I redditi posseduti dal solo soggetto titolare non devono essere indicati come singolo importo
UNICO ma, per ogni tipologia di reddito, devono essere indicati i periodi di lavoro effettuato
(massimo sei periodi nell’anno con i relativi sei importi, per ogni tipologia di reddito) come
sotto riportato:
Periodo Da = Indica il mese di inizio del periodo di lavoro, nel formato MM
Periodo A = Indica il mese di fine del periodo di lavoro, nel formato MM
Importo = Reddito posseduto nel periodo di riferimento.
All’interno di queste tipologie di reddito, i periodi vanno indicati in ordine cronologico, senza
sovrapposizione fra i periodi.
Poiché devono essere acquisiti sempre e obbligatoriamente i soli redditi da lavoro autonomo
del titolare (con i relativi periodi) senza indicare altre tipologie di reddito possedute, nel caso
in cui ci sia assenza di importi, andranno obbligatoriamente indicati i seguenti valori:
Periodo DA = ‘01’ Periodo A = ‘12’ Importo = 0
per ogni tipologia di reddito richiesta.
9. Pensionati di inabilità/invalidità iscritti alla gestione dipendenti pubblici
Per gli iscritti alla gestione dipendenti pubblici, il divieto di cumulo pensione/redditi da lavoro
opera per i trattamenti pensionistici di inabilità.
Tali fattispecie si configurano nei trattamenti pensionistici privilegiati (indistintamente per tutti
i dipendenti della pubblica amministrazione), nonché in quelli derivanti da dispensa dal servizio
per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro o quella relativa alle mansioni
(art. 13 della legge n. 274/91 ovvero art. 27 della legge n. 177/76 per i dipendenti civili dello
Stato).
Il trattamento pensionistico di inabilità (avente decorrenza dal 1° gennaio 2001) è regolato, ai
fini del regime di cumulo, dall’articolo 72, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388
(legge finanziaria 2001) che, a decorrere dall’entrata in vigore della stessa, prevede che le
quote di pensioni dirette di anzianità, di invalidità e degli assegni diretti di invalidità a carico
dell’A.G.O. e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, eccedenti
l’ammontare del trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, sono cumulabili
con i redditi da lavoro autonomo nella misura del 70% e sono cumulabili nella misura del 50 %
con i redditi da lavoro dipendente; nel caso di reddito da lavoro autonomo le relative
trattenute non possono, in ogni caso, superare il valore pari al 30% dei predetti redditi.
In sede di compilazione telematica dell’istanza di pensione, il richiedente sottoscrive
l’avvertenza che in caso di attività lavorativa autonoma/dipendente dopo la cessazione dal
servizio, deve darne tempestiva comunicazione (art. 34 della legge n. 177/76).
Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele
Hai domande su questa normativa?
FiscoAI analizza Messaggio INPS 4018/2018 e risponde alle tue domande fiscali con citazioni precise.
Prova gratis Vai alla dashboardNormative correlate
Messaggio INPS 1493/2026
Modifiche alla disciplina del Fondo di Tesoreria di cui all’articolo 1, commi 7…
Messaggio INPS 1442/2026
Convenzione tra l’INPS e i Centri di assistenza fiscale (CAF) per l’attività re…
Messaggio INPS 1443/2026
Certificato di prestazioni previdenziali e assistenziali 2026 (c.d. mod. ObisM)
Messaggio INPS 1388/2026
Modifiche alla disciplina del Fondo di Tesoreria di cui all’articolo 1, commi 7…
Messaggio INPS 1377/2026
Coordinamento tra la riforma della disabilità e la disciplina delle politiche i…
Messaggio INPS 1343/2026
Articolo 1, comma 221, della legge 30 dicembre 2025, n. 199. Estensione della p…
Altre normative del 2018
Indici sintetici di affidabilità fiscale – periodo di imposta 2018 – ulteriori chiariment…
Circolare 1806262
Determinazione dei valori in ingresso ex articolo 166-bis del Testo unico delle imposte s…
Risoluzione AdE 917
Consolidato tra sorelle . Interruzione dei consolidati verticali preesistenti a seguito d…
Interpello AdE 4850251
Super e iper ammortamento in caso di beni acquisiti in leasing - Ulteriori chiarimenti su…
Risoluzione AdE 232
Trattamento fiscale applicabile all'indennità prevista dall'articolo 14 della delibera di…
Interpello AdE 593