D.M. 11 dicembre 2019. Determinazione per l’anno 2020 delle retribuzioni convenzionali valide per i lavoratori italiani all’estero in Paesi non legati all’Italia da convenzioni in materia di sicurezza sociale. Regolarizzazioni contributive
D.M. 11 dicembre 2019. Determinazione per l’anno 2020 delle retribuzioni convenzionali valide per i lavoratori italiani all’estero in Paesi non legati all’Italia da convenzioni in materia di sicurezza sociale. Regolarizzazioni contributive
Testo normativo
Direzione Centrale Entrate
Roma, 04/02/2020 Ai Dirigenti centrali e territoriali
Ai Responsabili delle Agenzie
Ai Coordinatori generali, centrali e
territoriali delle Aree dei professionisti
Al Coordinatore generale, ai coordinatori
centrali e ai responsabili territoriali
dell'Area medico legale
Circolare n. 15
E, per conoscenza,
Al Presidente
Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di
Indirizzo
di Vigilanza
Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei
Sindaci
Al Magistrato della Corte dei Conti delegato
all'esercizio del controllo
Ai Presidenti dei Comitati amministratori
di fondi, gestioni e casse
Al Presidente della Commissione centrale
per l'accertamento e la riscossione
dei contributi agricoli unificati
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Allegati n.2
OGGETTO: D.M. 11 dicembre 2019. Determinazione per l’anno 2020 delle
retribuzioni convenzionali valide per i lavoratori italiani all’estero in
Paesi non legati all’Italia da convenzioni in materia di sicurezza
sociale. Regolarizzazioni contributive
SOMMARIO: Con la presente circolare si illustra l’ambito di applicazione del D.M. 11
dicembre 2019, che ha individuato le retribuzioni convenzionali da prendere
a base per il calcolo dei contributi dovuti per le assicurazioni obbligatorie dei
lavoratori italiani operanti all'estero. Si forniscono, inoltre, le relative
istruzioni operative, nonché le istruzioni per la regolarizzazione del mese di
gennaio 2020.
INDICE
1. Premessa
A) Retribuzioni convenzionali per l’anno 2020
A1. Soggetti ai quali si applicano le retribuzioni convenzionali
A2. Retribuzioni convenzionali
A3. Casi particolari
B) Regolarizzazioni contributive
1. Premessa
Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle
finanze, con il D.M.11 dicembre 2019, pubblicato sulla G.U. dell’8 gennaio 2020, n. 5, (Allegato
n. 1) ha determinato le retribuzioni convenzionali di cui all'articolo 4, comma 1, del decreto-
legge 31 luglio 1987, n. 317, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 ottobre 1987, n. 398.
Al riguardo, le disposizioni del decreto-legge n. 317/1987 (cfr. l’art. 1) si applicano ai
lavoratori operanti all’estero in Paesi extracomunitari con i quali non sono in vigore accordi di
sicurezza sociale.
Sono pertanto esclusi dall’ambito territoriale di applicazione della legge in commento gli Stati
dell’Unione europea ossia:
Italia, Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia (comprese le isole Aland), Francia e Dipartimenti
d’oltremare (Guyana francese, Isola di Martinica e isola di Guadalupa, ricomprese
nell’arcipelago delle Piccole Antille, Isole di Reunion, Isole di Saint Martin e di Saint Barthèlemi,
facenti parte del Dipartimento della Guadalupa), Germania, Grecia, Irlanda, Lussemburgo,
Olanda, Portogallo (comprese le isole Azzorre e di Madera), Spagna (comprese le isole
Canaria, Ceuta e Melilla), Svezia, Repubblica Ceca, Repubblica di Cipro, Estonia, Lettonia,
Lituania, Malta, Polonia, Slovenia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Croazia.
Con riferimento al predetto ultimo Stato si fa presente che, a decorrere dal 1° gennaio 2017,
l'Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Comunità europea, i suoi Stati membri e
la Confederazione svizzera, nonché l’Accordo SEE si applicano anche alla Repubblica di Croazia
(cfr. la circolare n. 95 del 31 maggio 2017).
Con riferimento all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea (c.d. Brexit), per gli effetti che
ne sono derivati in materia di sicurezza sociale, si rinvia ad apposita circolare.
Per i lavoratori che si spostano nell’ambito dell’Unione europea la normativa di sicurezza
sociale applicabile è contenuta nei regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009 e successive
modifiche (cfr. le circolari n. 82 del 1° luglio 2010, n. 83 del 1° luglio 2010, n. 115 del 19
settembre 2012).
Sono esclusi, inoltre, dall’ambito di applicazione del decreto-legge n. 317/1987 anche la
Svizzera e i Paesi aderenti all’Accordo SEE - Liechtenstein, Norvegia, Islanda – ai quali si
applica la normativa comunitaria.
Si evidenzia a tal proposito che le disposizioni contenute nei citati regolamenti comunitari si
applicano, a decorrere dal 1° aprile 2012, anche nei rapporti con la Svizzera e, a decorrere dal
1° giugno 2012, anche ai Paesi SEE (cfr. la circolare n. 107 del 13 agosto 2012).
A) Retribuzioni convenzionali per l’anno 2020
A1. Soggetti ai quali si applicano le retribuzioni convenzionali
Le retribuzioni di cui al citato decreto devono essere prese a riferimento per il calcolo dei
contributi dovuti, per l’anno 2020, a favore dei lavoratori operanti all’estero in Paesi
extracomunitari non legati all’Italia da accordi di sicurezza sociale.
Relativamente alla categoria dei lavoratori interessati si chiarisce che le disposizioni del
decreto-legge n. 317/1987 si applicano non soltanto ai lavoratori italiani, ma anche ai
lavoratori cittadini degli altri Stati membri dell’UE e ai lavoratori extracomunitari, titolari di un
regolare titolo di soggiorno e di un contratto di lavoro in Italia, inviati dal proprio datore di
lavoro in un Paese extracomunitario (cfr. il messaggio n. 995 del 18 gennaio 2012).
Si ricorda, inoltre, che le retribuzioni convenzionali trovano applicazione, in via residuale,
anche nei confronti dei lavoratori operanti in Paesi convenzionati, limitatamente alle
assicurazioni non contemplate dagli accordi di sicurezza sociale (cfr. la circolare n. 87 del 15
marzo 1994).
Si richiamano, in proposito, le convenzioni di sicurezza sociale stipulate dall’Italia con Paesi
extracomunitari:
Argentina, Australia, Brasile, Canada e Quebec, Capoverde, Israele (cfr. la circolare n. 196 del
2 dicembre 2015), Jersey e Isole del Canale (Guernsey, Alderney, Herm e Iethou), ex
Jugoslavia (Bosnia-Erzegovina, Macedonia, ecc.), Principato di Monaco, Tunisia, Uruguay, USA
e Venezuela, Stato Città del Vaticano, Corea e Turchia (cfr. la circolare n. 168 del 9 ottobre
2015).
Relativamente alla convenzione con il Canada si evidenzia che dal 1° ottobre 2017 è in vigore
il nuovo Accordo di sicurezza sociale tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del
Canada (cfr. la circolare n. 154 del 25 ottobre 2017).
A2. Retribuzioni convenzionali
L’articolo 2 del D.M. 21 dicembre 2018, che sostanzialmente ricalca il testo dei precedenti
decreti ministeriali, stabilisce che: “per i lavoratori per i quali sono previste fasce di
retribuzione, la retribuzione convenzionale imponibile è determinata sulla base del raffronto
con la fascia di retribuzione nazionale corrispondente, di cui alle tabelle citate all’art. 1”.
Al riguardo, si richiama il parere a suo tempo espresso dal Ministero del Lavoro e delle
politiche sociali (cfr. la circolare n. 72 del 21 marzo 1990) secondo cui, ai fini dell’attuazione
della disposizione relativa alle fasce di retribuzione, per “retribuzione nazionale” deve
intendersi il trattamento previsto per il lavoratore dal contratto collettivo, “comprensivo degli
emolumenti riconosciuti per accordo tra le parti”, con esclusione dell’indennità estero.
L’importo così calcolato deve essere diviso per dodici e, raffrontando il risultato del calcolo con
le tabelle del settore corrispondente, deve essere individuata la fascia retributiva da prendere
a riferimento ai fini degli adempimenti contributivi.
I valori convenzionali così individuati possono essere ragguagliati a giornata solo in caso di
assunzione, risoluzione del rapporto o trasferimento nel corso del mese. In tali casi l’imponibile
mensile deve essere diviso per 26 giornate e il valore ottenuto deve essere moltiplicato per il
numero dei giorni, domeniche escluse, comprese nella frazione di mese interessata.
Al di fuori dei predetti casi i valori in questione non sono frazionabili.
I valori contenuti nelle tabelle delle retribuzioni per l’anno 2020, allegate alla presente
circolare (Allegato n. 2) sono espressi in euro e, ai fini dell’individuazione delle retribuzioni
imponibili da assoggettare a contribuzione, devono essere arrotondati all’unità di euro.
Tali tabelle sono individuate con riferimento ai contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore
per le diverse categorie, raggruppati per settori di riscontrata omogeneità.
Relativamente all’ambito di applicabilità del regime introdotto dall’articolo 36 della legge 21
novembre 2000, n. 342 (comma 8-bis dell’art. 51 del T.U.I.R.), si rinvia a quanto indicato al
punto A della circolare n. 86/2001.
Per quanto attiene all’indennità sostitutiva del preavviso, si precisa che anche per tale
emolumento l’obbligo contributivo deve essere assolto secondo il sistema convenzionale; per le
modalità di calcolo della relativa contribuzione si rinvia a quanto disposto con il messaggio n.
159 del 30 dicembre 2003.
Le retribuzioni di cui al decreto citato costituiscono base di riferimento per la liquidazione delle
prestazioni pensionistiche, delle prestazioni economiche di malattia e maternità, nonché per il
trattamento ordinario di disoccupazione per i lavoratori rimpatriati.
A3. Casi particolari
La retribuzione individuata secondo i criteri illustrati può subire delle variazioni nei seguenti
casi, già illustrati nella circolare n. 141 del 20 giugno 1989:
passaggio da una qualifica all’altra nel corso del mese;
mutamento nel corso del mese del trattamento economico individuale da contratto
collettivo, nell’ambito della qualifica di “quadro”, “dirigente” e “giornalista” o per
passaggio di qualifica.
In questi due casi deve essere attribuita, con la stessa decorrenza della nuova qualifica o della
variazione del trattamento economico individuale, la retribuzione convenzionale corrispondente
al mutamento intervenuto.
Un terzo caso è quello in cui maturino nel corso dell’anno compensi variabili (ad esempio
lavoro straordinario, premi, ecc.). Poiché questi ultimi non sono stati inclusi all’inizio dell’anno
nel calcolo dell’importo della retribuzione globale annuale da prendere a base ai fini
dell’individuazione della fascia di retribuzione applicabile (come avviene, invece, per gli
emolumenti ultramensili), occorrerà provvedere a rideterminare l’importo della retribuzione
globale annuale comprensivo delle predette voci retributive e dividere il valore così ottenuto
per dodici mensilità. Se per effetto di tale ricalcolo si dovesse determinare un valore retributivo
mensile che comporta una modifica della fascia da prendere a riferimento nell’anno per il
calcolo della contribuzione rispetto a quella adottata, si renderà necessario procedere ad una
operazione di quantificazione delle differenze retributive a partire dal mese di gennaio
dell’anno in corso.
Ai fini della compilazione della denuncia Uniemens le aziende si atterranno alle seguenti
modalità:
- calcoleranno le differenze tra le retribuzioni imponibili in vigore al 1° gennaio 2020 e quelle
assoggettate a contribuzione per lo stesso mese;
- le differenze così determinate saranno portate in aumento delle retribuzioni imponibili
individuali del mese in cui viene determinata la nuova fascia convenzionale, e riportati
nell’elemento <Imponibile> di <Dati Retributivi> di <Denuncia Individuale>, calcolando i
contributi dovuti sui totali ottenuti.
B) Regolarizzazioni contributive
Le aziende che per il mese di gennaio 2020 hanno operato in difformità dalle istruzioni di cui al
punto A) della presente circolare possono regolarizzare tali periodi ai sensi della deliberazione
n. 5 del Consiglio di amministrazione dell’Istituto del 26 marzo 1993, approvata con D.M. 7
ottobre 1993 (cfr. la circolare n. 292 del 23 dicembre 1993) senza aggravio di oneri aggiuntivi.
La regolarizzazione deve essere effettuata entro il giorno 16 del terzo mese successivo a
quello di emanazione della presente circolare.
Ai fini della compilazione della denuncia Uniemens le aziende si atterranno alle seguenti
modalità:
- calcoleranno le differenze tra le retribuzioni imponibili in vigore al 1° gennaio 2020 e quelle
assoggettate a contribuzione per lo stesso mese;
- le differenze così determinate saranno portate in aumento delle retribuzioni imponibili
individuali del mese in cui è effettuata la regolarizzazione, da riportare nell’elemento
<Imponibile> di <Dati Retributivi> di <Denuncia Individuale>, calcolando i contributi dovuti
sui totali ottenuti.
Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele
Sono presenti i seguenti allegati:
Allegato N.1
Allegato N.2
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ALLEGATO 2
8-1-2020 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale - n. 5
ALLEGATO
— 26 —
8-1-2020 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale - n. 5
— 27 —
8-1-2020 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale - n. 5
— 28 —
8-1-2020 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale - n. 5
— 29 —
8-1-2020 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale - n. 5
— 30 —
8-1-2020 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale - n. 5
20A00101
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