Trattamento fiscale applicabile al reddito di lavoro autonomo prodotto da un soggetto non residente – Articolo 14, paragrafo 1, della Convenzione tra Italia e Germania per evitare le doppie imposizioni sul reddito, ratificata dalla legge 24 novembre 1992, n. 459 – Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212
Trattamento fiscale applicabile al reddito di lavoro autonomo prodotto da un soggetto non residente – Articolo 14, paragrafo 1, della Convenzione tra Italia e Germania per evitare le doppie imposizioni sul reddito, ratificata dalla legge 24 novembre 1992, n. 459 – Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - pdf
Testo normativo
Divisione Contribuenti
______________
Direzione Centrale Persone Fisiche,
Lavoratori Autonomi ed Enti non
Commerciali
Risposta n. 352
OGGETTO: Trattamento fiscale applicabile al reddito di lavoro autonomo
prodotto da un soggetto non residente – Articolo 14, paragrafo 1,
della Convenzione tra Italia e Germania per evitare le doppie
imposizioni sul reddito, ratificata dalla legge 24 novembre 1992,
n. 459 – Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n.
212
Con l’interpello specificato in oggetto è stato esposto il seguente
QUESITO
L’Istante (di seguito, anche “Contribuente”) dichiara di essere una
cittadina tedesca, residente a Monaco di Baviera e di non avere una residenza in
Italia.
La Contribuente rappresenta che da ottobre 2016 ha l’incarico da docente
a contratto presso la Libera Università di ________ e che tale incarico consiste
nello svolgimento di un’attività di carattere indipendente, per l’esercizio della
quale è esclusa la messa a disposizione da parte dell’Università di una base fissa,
ovvero di un ufficio in modo stabile, come risulta dall’articolo 1 e dall’articolo 9,
comma 2, del documento di affidamento dell’incarico d’insegnamento.
Per tale attività, l’Istante evidenzia che ha percepito, a partire dal 2017,
redditi tassati in Italia, con l’applicazione delle seguenti ritenute:
- totale ritenute per l’anno 2017, paria a euro 6.879,59;
- totale ritenute per l’anno 2018, paria a euro 12.890,44.
Tuttavia, la Contribuente osserva che in base alla Convenzione contro le
doppie imposizioni Germania – Italia, tale ultimo Paese non avrebbe potestà
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impositiva in quanto, per effetto dell’articolo 14, paragrafo 1, della citata
Convenzione, i redditi derivanti da attività di carattere “indipendente” sono
imponibili soltanto nello Stato in cui la persona è residente, come risulta anche
dalla lettera dell’Ufficio delle imposte di Monaco del 19.11.2018.
A conferma della propria residenza in Germania, l’Istante allega il
certificato di residenza, rappresentando che l’accertamento da parte dell’Ufficio
delle imposte tedesco, mostra che in Germania sono state pagate imposte sul
reddito del 2017 derivante dall’incarico di insegnamento in questione e che
l’importo di euro 14.722 deriva da un reddito pari a euro 22.956 meno le spese
per viaggi, vitto e alloggio, per un importo totale di euro 8.234 (cfr. Allegato F,
pagine 2 e 3).
L’Istante riferisce, inoltre, che secondo l’Ufficio delle imposte tedesco,
anche il reddito percepito per l’anno 2018 sarà imponibile in Germania.
Ciò posto, l’Istante chiede di chiarire quale sia il corretto trattamento
fiscale applicabile in Italia al reddito derivante dall’incarico di insegnamento in
argomento.
SOLUZIONE PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE
L’Istante ritiene di dover corrispondere l’imposta solo in Germania e che
le imposte trattenute in Italia per gli anni 2017 e 2018 debbano essere rimborsate
su richiesta.
Ad avviso dell’Istante, infatti, non avendo una base fissa per l’esercizio
delle sua attività presso la Libera Università di ________, ai sensi dell’articolo
14, comma 1, della Convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra
Germania e Italia i redditi da lavoro in questione non possono essere tassati in
Italia.
PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
In via preliminare, si rileva che l’accertamento dei presupposti per
stabilire l’effettiva residenza fiscale costituisce una questione di fatto che non
può essere oggetto di istanza di interpello, ai sensi dell’art. 11 della legge n. 212
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del 2000 (cfr. circolare n. 9 del 1° aprile 2016). Ne consegue che la seguente
risposta viene fornita sulla base del presupposto che la Contribuente possa
ritenersi non residente fiscalmente in Italia.
Tanto premesso, sulla base di quanto dichiarato dall’Istante, l’attività
oggetto dell’incarico, conferito dalla citata Università, si configura come lavoro
autonomo, ai sensi dell’articolo 53 d.P.R. del 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR).
L’articolo 14, paragrafo 1, della Convenzione tra Italia e Germania per
evitare le doppie imposizioni sul reddito, ratificata dalla legge 24 novembre
1992, n. 459 (di seguito la Convenzione o il Trattato internazionale), regola la
ripartizione della potestà impositiva tra i due Stati con riferimento ai redditi
derivanti dall’esercizio di professioni indipendenti.
In particolare, tale disposizione prevede che “I redditi che un residente di
uno Stato contraente ritrae dall’esercizio di una libera professione o da altre
attività di carattere indipendente sono imponibili soltanto in detto Stato, a meno
che detto residente non disponga abitualmente nell’altro Stato contraente di una
base fissa per l’esercizio delle sue attività. Se egli dispone di tale base fissa, i
redditi sono imponibili nell’altro Stato, ma soltanto nella misura in cui sono
imputabili a detta base fissa”.
Tale disposizione convenzionale, dunque, sancisce una potestà impositiva
esclusiva dello Stato di residenza, sempreché il professionista non disponga
abitualmente nell’altro Stato contraente di una base fissa per l’esercizio delle sue
attività.
Con riguardo a tale ultima circostanza, si evidenzia che, dalle risultanze
dell’istanza e dell’allegato documento di conferimento dell’incarico di cui
all’Allegato A, risulta che per l’espletamento dell’incarico presso la Libera
Università di ________ non è prevista la messa a disposizione di una base fissa,
ovvero di un ufficio in modo stabile, ma non escludono il fatto che l’Istante
possa comunque avere in Italia una base fissa non messa a disposizione della
citata Università.
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Pertanto, in relazione al caso di specie, ai sensi del citato articolo 14,
paragrafo 1, della Convenzione, i redditi che la Contribuente ritrae dall’esercizio
della sua attività di insegnamento, derivante dal conferimento di un incarico di
lavoro autonomo, non sono soggetti a tassazione in Italia, nel presupposto che
l’Istante sia un soggetto fiscalmente non residente in Italia e che eserciti la
professione senza disporre nel nostro Paese di alcuna base fissa per l’esercizio
delle sue attività, anche non messa a diposizione dalla Libera Università di
________.
In tale ipotesi, peraltro, le imposte trattenute in Italia, per gli anni 2017 e
2018, potranno essere rimborsate su richiesta della Contribuente, presentando
apposita richiesta al Centro Operativo di Pescara, entro il termine di decadenza di
48 mesi dalla data del prelevamento dell’imposta (articolo 37 decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602).
IL DIRETTORE CENTRALE
(firmato digitalmente)
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