Decisione UE In vigore

Decisione UE 1896/2026

Decisione (PESC) 2026/1896 del Consiglio, del 30 luglio 2026, che modifica la decisione (PESC) 2020/1999 relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani

Pubblicato: 30/07/2026 In vigore dal: 30/07/2026 Documento ufficiale

Riferimento normativo

Decisione (PESC) 2026/1896 del Consiglio, del 30 luglio 2026, che modifica la decisione (PESC) 2020/1999 relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani EN: Council Decision (CFSP) 2026/1896 of 30 July 2026 amending Decision (CFSP) 2020/1999 concerning restrictive measures against serious human rights violations and abuses

Testo normativo

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea IT Serie L 2026/1896 30.7.2026 DECISIONE (PESC) 2026/1896 DEL CONSIGLIO del 30 luglio 2026 che modifica la decisione (PESC) 2020/1999 relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 29, vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, considerando quanto segue: (1) Il 7 dicembre 2020 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2020/1999 ( 1 ) . (2) L'8 dicembre 2020, nella dichiarazione dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, a nome dell'Unione europea, relativa al regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani, l'Unione e i suoi Stati membri hanno ribadito il loro forte impegno a favore della promozione e protezione dei diritti umani in tutto il mondo. Il regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani sottolinea la determinazione dell'Unione a rafforzare il proprio ruolo nella lotta contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto il mondo. Far sì che tutti possano godere dei propri diritti umani è un obiettivo strategico dell'Unione. Il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani è un valore fondamentale dell'Unione e della sua politica estera e di sicurezza comune. (3) L'Unione ha ripetutamente espresso profonda preoccupazione per la proliferazione, nel sud-est asiatico, di centri per le truffe gestiti da reti della criminalità organizzata transnazionale e associati alla tratta di esseri umani, alla criminalità forzata, alla detenzione arbitraria, alla tortura e ad altre gravi violazioni e abusi dei diritti umani. L'Unione ha sottolineato la necessità di smantellare tali reti criminali, di proteggere le vittime e di garantire che i responsabili siano chiamati a rispondere delle proprie azioni. L'Unione ha già imposto misure restrittive nei confronti dei responsabili di truffe che minacciano la pace, la sicurezza e la stabilità del Myanmar/Birmania e della regione. (4) In tale contesto, è opportuno includere sette persone e tre entità nell'elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi oggetto delle misure restrittive di cui all'allegato della decisione (PESC) 2020/1999. (5) È pertanto opportuno modificare di conseguenza la decisione (PESC) 2020/1999, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 L'allegato della decisione (PESC) 2020/1999 è modificato conformemente all'allegato della presente decisione. Articolo 2 La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea . Fatto a Bruxelles, il 30 luglio 2026 Per il Consiglio Il presidente T. BYRNE ( 1 ) Decisione (PESC) 2020/1999 del Consiglio, del 7 dicembre 2020, relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani ( GU L 410 I del 7.12.2020, pag. 13 , ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2020/1999/oj ). ALLEGATO L'allegato della decisione (PESC) 2020/1999 è così modificato: 1) nell'elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi che figura nella rubrica «A. Persone fisiche» sono aggiunte le voci seguenti: Nomi (traslitterazione in caratteri latini) Nomi Informazioni identificative Motivi Data di inserimento nell'elenco «147. Chen ZHI alias Neak Oknha Chen Zhi 陈志 (cinese) チェン・ジー (giapponese) (khmer) Funzione: presidente del Prince Holding Group Cittadinanza: Cina, Cambogia Data di nascita: 16.12.1987 Luogo di nascita: Cina Sesso: maschile Chen Zhi è il presidente del Prince Holding Group, una conglomerata multimiliardaria con sede in Cambogia che costruisce centri per le truffe in Cambogia e Myanmar/Birmania attraverso diverse società di comodo. Visto il suo ruolo nell'agevolare centri per le truffe su larga scala, Chen Zhi è coinvolto in gravi violazioni dei diritti umani in Myanmar/Birmania. Il Prince Holding Group ha costruito e gestito in tutta la Cambogia almeno dieci centri per le truffe che commettono truffe nel settore degli investimenti in criptovalute e attuano altri sistemi fraudolenti. Tali centri pèr le truffe comprendono Jinbei Compound in Cambogia, Golden Fortune Science Case and Technology Park (alias Jinyun Compound) e Mango Park (alias Jinhong Park). All'interno di tali centri per le truffe molte persone provenienti da diversi paesi sono vittime di tratta o adescate con falsi pretesti, trattenute contro la loro volontà e costrette a commettere truffe online ai danni di vittime in tutto il mondo. Inoltre, persone che lavorano nei centri per le truffe hanno riferito di essere state vittime di abusi, torture, rapimenti e detenzioni illegali all'interno di tali centri. Le vittime che tentano di fuggire o si rifiutano di cooperare subiscono violenze, intimidazioni e altre forme gravi di maltrattamento. I collaboratori del Prince Holding Group, sotto la direzione di Chen Zhi, hanno spesso fatto ricorso alla violenza e alla coercizione per ottenere risultati economici e portare avanti i loro piani criminali. Chen Zhi possedeva inoltre immagini di feriti, vittime dei metodi violenti del Prince Holding Group. Sebbene Chen Zhi sia stato arrestato nel gennaio 2026, i centri per le truffe a lui collegati siano ancora operativi. Chen Zhi è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui tratta di esseri umani, torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani e degradanti. Chen Zhi è inoltre coinvolto in tali gravi violazioni dei diritti umani, anche agevolando tali atti. 30.7.2026 148. Zhu ZHONGBAIO alias Zhu Jack 朱中彪 (cinese) ジュ・チュオンビャオ (giapponese) (khmer) Funzione: presidente di Jin Bei Group Cittadinanza: Cina, Cambogia Data di nascita: 23.12.1981 Sesso: maschile Indirizzo: Village 4, Sangkat 4, Preah Sihanouk City, Cambodia Zhu Zhongbaio è il presidente di Jin Bei Group, una conglomerata che costruisce casinò e centri per le truffe in Cambogia. Visto il suo ruolo nell'agevolare centri per le truffe su larga scala, Zhu Zhongbaio è coinvolto in gravi violazioni dei diritti umani in Cambogia. La rete di Jin Bei Group dispone di una rete di casinò e società collegate a Sihanoukville (Cambogia), tra cui Jin Bei 4, un centro per le truffe che commette truffe nel settore degli investimenti in criptovalute e attua altri sistemi fraudolenti. All'interno di tali centri molte persone provenienti da diversi paesi sono vittime di tratta o adescate con falsi pretesti, trattenute contro la loro volontà e costrette a commettere truffe online ai danni di vittime in tutto il mondo. Inoltre, persone che lavorano nei centri per le truffe hanno riferito di essere state vittime di abusi, torture, rapimenti e detenzioni illegali all'interno di tali centri. Le vittime che tentano di fuggire o si rifiutano di cooperare subiscono violenze, intimidazioni e altre forme gravi di maltrattamento. Jin Bei Group e le sue entità collegate sono inoltre associate al Prince Holding Group, una conglomerata multimiliardaria con sede in Cambogia che costruisce centri per le truffe in Cambogia e Myanmar/Birmania attraverso diverse società di comodo. Zhu Zhongbaio è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui tratta di esseri umani, torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani e degradanti. 30.7.2026 149. Saw San AUNG 索桑昂 (cinese) ソー・サン・アウン (giapponese) (lingua birmana/del Myanmar) Funzione: capo di Stato maggiore del Democratic Karen Benevolent Army Cittadinanza: Myanmar/Birmania Data di nascita: 28.07.1968 Sesso: maschile Saw San Aung è uno dei leader del Democratic Karen Benevolent Army (DKBA), un gruppo armato del Myanmar/Birmania che controlla una parte del territorio dello Stato Karen in Myanmar/Birmania, nei pressi di Myawaddy, al confine tra Myanmar/Birmania e Thailandia. Visto il suo ruolo nell'agevolare centri per le truffe su larga scala, il DKBA è coinvolto in gravi violazioni dei diritti umani in Myanmar/Birmania. Il DKBA ha permesso a centri per le truffedi esercitare le proprie attività sotto la sua protezione e ha consentito alle reti criminali di operare all'interno delle zone sotto il suo controllo. All'interno di tali centri per le truffe molte persone sono vittime di tratta o adescate con falsi pretesti, trattenute contro la loro volontà e costrette a commettere truffe online ai danni di vittime in tutto il mondo. Le vittime riferiscono di aver subito abusi, torture e trattamenti disumani all'interno di tali centri. È stato inoltre riferito che soldati del DKBA hanno preso parte alle violenze perpetrate contro le persone vittime di tratta, anche sotto forma di percosse alle persone vittime di tratta mentre erano ammanettate. Coloro che tentano di fuggire o si rifiutano di cooperare subiscono intimidazioni, violenze e altre forme gravi di maltrattamento. Il DKBA sostiene e protegge i centri per le truffe online, si occupa della sicurezza di centri come Tai Chang, ne consente la continuità operativa e beneficia attivamente dei proventi generati da tali attività criminali. Saw San Aung è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui tratta di esseri umani, torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani e degradanti. Saw San Aung è inoltre coinvolto in tali gravi violazioni dei diritti umani, anche agevolando tali atti. 30.7.2026 150. Sai Kyaw HLA alias Ko Sai 赛因乔拉 (cinese) サイン・チョー・ラ (giapponese) (lingua birmana/del Myanmar) Funzione: Maggiore Generale e presidente del Comitato economico centrale del Democratic Karen Benevolent Army Cittadinanza: Myanmar/Birmania Data di nascita: 6.9.1971 Luogo di nascita: Myanmar/Birmania Sesso: maschile Sai Kyaw Hla è Maggiore Generale e presidente del comitato economico centrale del Democratic Karen Benevolent Army (DKBA), un gruppo armato del Myanmar/Birmania che controlla una parte del territorio dello Stato Karen in Myanmar/Birmania, nei pressi di Myawaddy, al confine tra Myanmar/Birmania e Thailandia. Visto il suo ruolo nell'agevolare centri per le truffe su larga scala, il DKBA è coinvolto in gravi violazioni dei diritti umani in Myanmar/Birmania. Il DKBA ha permesso a centri per le truffe di esercitare le proprie attività sotto la sua protezione e ha consentito alle reti criminali di operare all'interno delle zone sotto il suo controllo. All'interno di tali centri molte persone sono vittime di tratta o adescate con falsi pretesti, trattenute contro la loro volontà e costrette a commettere truffe online ai danni di vittime in tutto il mondo. Le vittime riferiscono di aver subito abusi, torture e trattamenti disumani all'interno di tali centri. È stato inoltre riferito che soldati del DKBA hanno preso parte alle violenze perpetrate contro le persone vittime di tratta, anche sotto forma di percosse alle persone vittime di tratta mentre erano ammanettate. Coloro che tentano di fuggire o si rifiutano di cooperare subiscono intimidazioni, violenze e altre forme gravi di maltrattamento. Il DKBA sostiene e protegge i centri per le truffe online, si occupa della sicurezza di centri come Tai Chang, ne consente la continuità operativa e beneficia attivamente dei proventi generati da tali attività criminali. Sai Kyaw Hla è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui tratta di esseri umani, torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani e degradanti. Sai Kyaw Hla è inoltre coinvolto in tali gravi violazioni dei diritti umani, anche agevolando tali atti. 30.7.2026 151. Saw STEEL 索斯蒂 (cinese) ソー・スティー (giapponese) (lingua birmana/del Myanmar) Funzione: patrono del consiglio consultivo centrale del Democratic Karen Benevolent Army (ex comandante in capo del Democratic Karen Benevolent Army) Cittadinanza: Myanmar/Birmania Data di nascita: 27.3.1961 Sesso: maschile Saw Steel è il patrono del consiglio consultivo centrale del Democratic Karen Benevolent Army (DKBA) ed ex comandante in capo del DKBA, un gruppo armato del Myanmar/Birmania che controlla una parte del territorio dello Stato Karen in Myanmar/Birmania, nei pressi di Myawaddy, al confine tra Myanmar/Birmania e Thailandia. Visto il suo ruolo nell'agevolare centri per le truffe su larga scala, il DKBA è coinvolto in gravi violazioni dei diritti umani in Myanmar/Birmania. Il DKBA ha permesso a centri per le truffe di esercitare le proprie attività sotto la sua protezione e ha consentito alle reti criminali di operare all'interno delle zone sotto il suo controllo. All'interno di tali centri molte persone sono vittime di tratta o adescate con falsi pretesti, trattenute contro la loro volontà e costrette a commettere truffe online ai danni di vittime in tutto il mondo. Le vittime riferiscono di aver subito abusi, torture e trattamenti disumani all'interno di tali centri. È stato inoltre riferito che soldati del DKBA hanno preso parte alle violenze perpetrate contro le persone vittime di tratta, anche sotto forma di percosse alle persone vittime di tratta mentre erano ammanettate. Coloro che tentano di fuggire o si rifiutano di cooperare subiscono intimidazioni, violenze e altre forme gravi di maltrattamento. Il DKBA sostiene e protegge i centri per le truffe online, si occupa della sicurezza di centri come Tai Chang, ne consente la continuità operativa e beneficia attivamente dei proventi generati da tali attività criminali. Saw Steel è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui tratta di esseri umani, torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani e degradanti. Saw Steel è inoltre coinvolto in queste gravi violazioni dei diritti umani, anche agevolando tali atti. 30.7.2026 152. Saw Sein WIN 盛温 (cinese) セイン・ウィン (giapponese) (lingua birmana/del Myanmar) Funzione: aiutante generale del Democratic Karen Benevolent Army Cittadinanza: Myanmar/Birmania Data di nascita: 1956 Sesso: maschile Saw Sein Win è un aiutante generale del Democratic Karen Benevolent Army (DKBA), un gruppo armato del Myanmar/Birmania che controlla una parte del territorio dello Stato Karen in Myanmar/Birmania, nei pressi di Myawaddy, al confine tra Myanmar/Myanmar e Thailandia. Visto il suo ruolo nell'agevolare centri per le truffe su larga scala, il DKBA è coinvolto in gravi violazioni dei diritti umani in Myanmar/Birmania. Il DKBA ha permesso a centri per le truffe di esercitare le proprie attività sotto la sua protezione e ha consentito alle reti criminali di operare all'interno delle zone sotto il suo controllo. All'interno di tali centri per le truffe molte persone sono vittime di tratta o adescate con falsi pretesti, trattenute contro la loro volontà e costrette a commettere truffe online ai danni di vittime in tutto il mondo. Le vittime riferiscono di aver subito abusi, torture e trattamenti disumani all'interno di tali centri. È stato inoltre riferito che soldati del DKBA hanno preso parte alle violenze perpetrate contro le persone vittime di tratta, anche sotto forma di percosse alle persone vittime di tratta mentre erano ammanettate. Coloro che tentano di fuggire o si rifiutano di cooperare subiscono intimidazioni, violenze e altre forme gravi di maltrattamento. Il DKBA sostiene e protegge i centri per le truffe online, si occupa della sicurezza di centri come Tai Chang, ne consente la continuità operativa e beneficia attivamente dei proventi generati da tali attività criminali. Saw Sein Win è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui tratta di esseri umani, torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani e degradanti. Saw Sein Win è inoltre coinvolto in tali gravi violazioni dei diritti umani, anche agevolando tali atti. 30.7.2026 153. Saw Eh Le HTOO 索依李图 (cinese) ソー・イリトゥー (giapponese) (lingua birmana/del Myanmar) Funzione: colonnello del Democratic Karen Benevolent Army e gestore del centro per le truffe Deeko Park. Cittadinanza: Myanmar/Birmania Sesso: maschile Saw Eh Le Htoo è un colonnello del Democratic Karen Benevolent Army (DKBA), un gruppo armato del Myanmar/Birmania che controlla una parte del territorio dello Stato Karen in Myanmar/Birmania, nei pressi di Myawaddy, al confine tra Myanmar/Birmania e Thailandia. Visto il suo ruolo nell'agevolare centri per le truffe su larga scala, il DKBA è coinvolto in gravi violazioni dei diritti umani in Myanmar/Birmania. Inoltre, è stato riferito che Saw Eh Le Htoo gestisce il centro per le truffe Deeko Park. Il DKBA ha permesso a centri per le truffe di esercitare le proprie attività sotto la sua protezione e ha consentito alle reti criminali di operare all'interno delle zone sotto il suo controllo. All'interno di tali centri molte persone sono vittime di tratta o adescate con falsi pretesti, trattenute contro la loro volontà e costrette a commettere truffe online ai danni di vittime in tutto il mondo. Le vittime riferiscono di aver subito abusi, torture e trattamenti disumani all'interno di tali centri. È stato inoltre riferito che soldati del DKBA hanno preso parte alle violenze perpetrate contro le persone vittime di tratta, anche sotto forma di percosse alle persone vittime di tratta mentre erano ammanettate. Coloro che tentano di fuggire o si rifiutano di cooperare subiscono intimidazioni, violenze e altre forme gravi di maltrattamento. Il DKBA sostiene e protegge i centri per le truffe online, si occupa della sicurezza di centri come Tai Chang e Deeko Park, ne consente la continuità operativa e beneficia attivamente dei proventi generati da tali attività criminali. Saw Eh Le Htoo è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui tratta di esseri umani, torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani e degradanti. Saw Eh Le Htoo è inoltre coinvolto in tali gravi violazioni dei diritti umani, anche agevolando tali atti. 30.7.2026»; 2) nell'elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi che figura nella rubrica «B. Persone giuridiche, entità e organismi» sono aggiunte le seguenti voci: Nome (traslitterazione in caratteri latini) Nome Informazioni identificative Motivi dell'inserimento nell'elenco Data di inserimento nell'elenco «43. Democratic Karen Benevolent Army Indirizzo: Myanmar/Birmania, primarily in the Kayin (Karen) State and along the Thailand-Myanmar/Birmania border Tipo di entità: milizia etnica armata; originariamente distaccatasi dalla Karen National Union (KNU) Sede principale: Kayin (Karen) State, Myanmar/Birmania Il Democratic Karen Benevolent Army (DKBA) è un gruppo armato del Myanmar/Birmania che controlla una parte del territorio dello Stato Karen in Myanmar/Birmania, nei pressi di Myawaddy, al confine tra Myanmar/Birmania e Thailandia. Visto il suo ruolo nell'agevolare centri per le truffe su larga scala, il DKBA è coinvolto in gravi violazioni dei diritti umani in Myanmar/Birmania. Il DKBA ha permesso a tali centri per le truffe di esercitare le proprie attività sotto la sua protezione e ha consentito alle reti criminali di operare all'interno delle zone sotto il suo controllo. All'interno di tali centri per le truffe molte persone sono vittime di tratta o adescate con falsi pretesti, trattenute contro la loro volontà e costrette a commettere truffe online ai danni di vittime in tutto il mondo. Inoltre, persone che lavorano nei centri per le truffe hanno riferito di essere state vittime di abusi, torture e trattamenti disumani all'interno di tali centri. È stato riferito che soldati del DKBA hanno preso parte alle violenze perpetrate contro vittime della tratta di esseri umani rinchiuse all'interno del centro, ad esempio sotto forma di percosse alle persone vittime di tratta mentre erano ammanettate. Le vittime che tentano di fuggire o si rifiutano di cooperare subiscono violenze, intimidazioni e altre forme gravi di maltrattamento. Il DKBA è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui tratta di esseri umani, torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani e degradanti. Il DKBA è inoltre coinvolto in tali gravi violazioni dei diritti umani, anche agevolando tali atti. 30.7.2026 44. Prince Holding Group Tipo di entità: conglomerata Il Prince Holding Group è una conglomerata multimiliardaria con sede in Cambogia che costruisce centri per le truffe in Cambogia e Myanmar/Birmania attraverso diverse società di comodo. Visto il suo ruolo nell'agevolare centri per le truffe su larga scala, The Prince Holding Group è coinvolto in gravi violazioni dei diritti umani in Myanmar/Birmania. Il Prince Holding Group ha costruito e gestito in tutta la Cambogia almeno dieci centri per le truffe che commettono truffe nel settore degli investimenti in criptovalute e attuano altri sistemi fraudolenti. Tali centri per le truffe comprendono il Jinbei Compound in Cambogia, il Golden Fortune Science Case and Technology Park (alias Jinyun Compound) e il Mango Park (alias Jinhong Park). All'interno di tali centri per le truffe molte persone provenienti da diversi paesi sono vittime di tratta o adescate con falsi pretesti, trattenute contro la loro volontà e costrette a commettere truffe online ai danni di vittime in tutto il mondo. Inoltre, persone che lavorano nei centri per le truffe hanno riferito di essere state vittime di abusi, prostituzione forzata, estorsioni, torture, rapimenti e detenzioni illegali all'interno di tali centri. Le vittime che tentano di fuggire o si rifiutano di cooperare subiscono violenze, intimidazioni e altre forme gravi di maltrattamento. È stato riferito che soci del Prince Holding Group hanno preso parte alle violenze perpetrate contro le vittime della tratta di esseri umani rinchiuse all'interno del centro, con l'approvazione di Chen Zhi, direttore del Prince Holding Group. Sebbene sia stato assoggettato a pesanti repressioni, il gruppo non è ancora stato completamente smantellato, nega le accuse ed è determinato a difendersi in ogni giurisdizione. il Prince Holding Group è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui tratta di esseri umani, torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani e degradanti. Il Prince Holding Group è inoltre coinvolto in tali gravi violazioni dei diritti umani, anche agevolando tali atti. 30.7.2026 45. Jin Bei Group Indirizzo: St. 2 thnou, Phum 04, Sangkat 04, Krong Preah Sihanouk, Preah Sihanouk Province, Sihanoukville, Preah sihanouk, Cambodia Tipo di entità: società nel settore dell'intrattenimento Sede principale di attività: Phnom Penh Cambodia, Sihanoukville Cambodia Sito web: www.jinbei-group.com Jin Bei Group è una conglomerata che costruisce casinò e centri per le truffe in Cambogia. Visto il suo ruolo nell'agevolare centri per le truffe su larga scala, Jin Bei Group è coinvolto in gravi violazioni dei diritti umani in Cambogia. La rete di Jin Bei Group dispone di una rete di casinò e società collegate a Sihanoukville (Cambogia), tra cui Jin Bei 4, un centro per le truffe che commette truffe nel settore degli investimenti in criptovalute e attua altri sistemi fraudolenti. All'interno di tali centri molte persone provenienti da diversi paesi sono vittime di tratta o adescate con falsi pretesti, trattenute contro la loro volontà e costrette a commettere truffe online ai danni di vittime in tutto il mondo. Inoltre, persone che lavorano nei centri per le truffe hanno riferito di essere state vittime di abusi, torture, rapimenti e detenzioni illegali all'interno di tali centri. Le vittime che tentano di fuggire o si rifiutano di cooperare subiscono violenze, intimidazioni e altre forme gravi di maltrattamento. Jin Bei Group e le sue entità collegate sono inoltre associate al Prince Holding Group, una conglomerata multimiliardaria con sede in Cambogia che costruisce centri per le truffe in Cambogia e Myanmar/Birmania attraverso diverse società di comodo. Il Jin Bei Group è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui tratta di esseri umani, torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani e degradanti. 30.7.2026». ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2026/1896/oj ISSN 1977-0707 (electronic edition)

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