Quali sono i chiarimenti forniti dall'INPS sulla sospensione dell'attività agricola e sul regime fiscale dell'indennità una tantum prevista dal decreto legge 61/2023?
Spiegato da FiscoAI
Il Messaggio INPS 2458/2023 fornisce chiarimenti operativi sulla circolare n. 54 del 8 giugno 2023 riguardante le indennità per lavoratori autonomi colpiti da straordinari eventi atmosferici. Per quanto riguarda i lavoratori autonomi agricoli, la sospensione dell'attività non deve interessare l'intero complesso aziendale, ma è sufficiente che riguardi un settore o una fase del processo produttivo; inoltre, gli agricoltori con sede legale/operativa nei comuni colpiti o con terreni ricadenti in tali comuni hanno diritto al riconoscimento della sospensione anche se parziale. L'indemnità è fissata a 500 euro per ciascun periodo di sospensione non superiore a 15 giorni, non frazionabile, con limite complessivo di 3000 euro per beneficiario; pertanto, più periodi di sospensione generano più indennità (ad esempio, tre sospensioni = 1500 euro). Per la documentazione, l'INPS verifica l'iscrizione attraverso i propri archivi, mentre per provare la sospensione sono ammessi documenti di varia natura (comunicazioni assicurative, provvedimenti pubblici, fatture di ripristino, registrazioni audiovisive). Infine, l'indennità costituisce reddito imponibile ai fini IRPEF, con regime fiscale differenziato secondo la categoria del lavoratore (forfettario, agricolo, ecc.), applicato automaticamente dal sistema INPS in base alla categoria di appartenenza.
Generato da AI su documenti ufficiali. Non costituisce consulenza legale o fiscale.
Riferimento normativo
Chiarimenti sulla circolare n. 54 dell’8 giugno 2023
Testo normativo
Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali
Direzione Centrale Bilanci, Contabilita' e Servizi Fiscali
Roma, 30-06-2023
Messaggio n. 2458
OGGETTO: Chiarimenti sulla circolare n. 54 dell’8 giugno 2023
In riferimento all’oggetto, a seguito delle avanzate richieste di chiarimento, si precisa quanto
segue.
Requisito della sospensione dell’attività con particolare riferimento ai lavoratori
autonomi agricoli
Si conferma anche con riferimento all’indennità ai lavoratori autonomi, il principio in ambito
agricolo, già stabilito nel messaggio 2215 del 14 giugno u.s. in tema di ammortizzatore unico,
per cui l’impossibilità a prestare attività lavorativa, in conseguenza degli straordinari eventi
atmosferici di cui al decreto legge 61/2023, non deve intendersi riferita all’intero complesso
aziendale ma è sufficiente che riguardi soltanto un settore dello stesso o una singola
fase/attività del processo produttivo. Pertanto si ritiene corretta l’interpretazione in base alla
quale viene riconosciuta la sospensione dell’attività nei confronti di tutti gli agricoltori con sede
legale o operativa in uno dei Comuni di cui all’elenco allegato al decreto-legge n. 61/2023,
nonché nei confronti degli agricoltori i cui terreni agricoli posseduti e/o condotti ricadono
totalmente o in parte nei predetti Comuni; ai fini del riconoscimento dell’indennità una tantum,
infatti, la sospensione può interessare anche solo parzialmente l’attività agricola svolta dagli
agricoltori.
Sempre con riferimento alla sospensione dell’attività, nel confermare che la norma prevede
un’indennità di importo pari a 500 euro per ciascun periodo di sospensione, si fa presente che
il predetto importo non è frazionabile e che lo stesso indennizza un periodo di sospensione non
superiore a 15 giorni. Pertanto, ad esempio, nel caso di tre sospensioni differenti verificatesi a
causa di forti piogge rispettivamente dal 4 al 5 maggio 2023 dal 7 al 9 maggio 2023 e dal 12
al 13 maggio 2023, il richiedente l’indennità può presentare una domanda con tre distinti
periodi di sospensione (o in alternativa tre diverse domande per ciascun periodo). Nell’esempio
fatto l’indennità spettante ammonterà a 1500 euro, fermo restando il limite complessivo di
3000 euro per beneficiario. L’esempio fatto e la precisazione fornita hanno chiaramente validità
generale per tutti i lavoratori autonomi destinatari dell’art. 8 del decreto 61/2023.
Documentazione da produrre per il riesame della domanda e documentazione utile a
provare la sospensione
Per quanto attiene alla documentazione da produrre in sede di riesame, si ribadisce che
l’Istituto procederà all’istruttoria delle domande verificando la sussistenza dell’iscrizione alla
gestione di appartenenza attraverso la consultazione dei propri archivi o di archivi
appartenenti ad altri Enti, Istituti o Casse private cui l’Istituto ha accesso; qualora dalla
consultazione dei predetti archivi non venga riscontrata l’iscrizione del lavoratore alla specifica
gestione di appartenenza, l’interessato potrà promuovere riesame, allegando eventualmente
documentazione utile dalla quale si evinca la predetta iscrizione (certificati di iscrizione, estratti
contributivi, ricevute di versamento dei contributi), che sarà oggetto di riesame a cura della
Struttura territoriale INPS competente per residenza del lavoratore.
Per quanto concerne la documentazione attraverso la quale eventualmente si chiederà –
nell’ambito di controlli a campione – di provare la sospensione dell’attività lavorativa, si
anticipano a titolo esemplificativo, senza pretesa di esaustività, alcune indicazioni su
documenti – di qualsiasi natura – che possano dimostrare successivamente in caso di verifica,
che l’attività era sospesa: comunicazione di attivazione dell’assicurazione; provvedimenti
pubblici di autorità; dichiarazioni effettuate nei confronti di altri enti/autorità/società;
registrazioni audiovisive; lettere di comunicazione di ritardi o sospensioni negli adempimenti
contrattuali; fatture per interventi straordinari legati al ripristino e/o qualsiasi tipo di
documentazione utile idonea a dimostrare la sospensione dell’attività).
Regime fiscale dell’indennità
Infine, si conferma che - come già chiarito nel messaggio Hermes n. 2264/2023 – l’indennità
una tantum costituisce reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito. Tuttavia, considerato
che il regime fiscale è differenziato a seconda della natura del reddito sostituito e, nell'ambito
del reddito di lavoro autonomo, in base alla categoria di appartenenza del lavoratore, si è
provveduto ad implementare il flusso di presentazione della domanda inserendo nel box delle
dichiarazioni facoltative due ulteriori dichiarazioni, di cui una riservata ai lavoratori autonomi
con regime forfettario e un’altra ai lavoratori autonomi agricoli; l’Istituto procederà, pertanto,
ad applicare a ciascun lavoratore il regime fiscale proprio della categoria di appartenenza.
È invece in corso di definizione la modalità di gestione, ai fini fiscali, delle posizioni degli
assicurati che hanno presentato domanda prima del rilascio delle implementazioni di cui sopra.
Il Direttore Generale
Vincenzo Caridi
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L'indennità una tantum di cui all'articolo 8 del decreto legge 61/2023 costituisce reddito imponibile ai fini IRPEF, con trattamento fiscale differenziato per lavoratori autonomi in regime forfettario e agricoli. I commercialisti devono considerare l'imputazione al reddito di lavoro autonomo, la categoria di appartenenza del contribuente e le modalità di gestione fiscale implementate dal flusso INPS, tenendo conto della natura del reddito sostituito e delle specifiche regole di tassazione per ciascuna categoria professionale.
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